Il pane dei nostri antenati era di qualità superiore per la serietà e l'attenzione che le donne dedicavano alla macinazione, all'impasto e alla cottura e le persone più grandi di età forse ricordano la sacralità con cui si teneva la pasta acida con cui poi si sarebbe continuato a fare il pane. Era un rito lungo e pieno di significato che poi dava i suoi frutti: il pane da solo apparecchiava la tavola e riuniva intorno a sé i commensali e da solo poteva rappresentare un pasto completo. Ma la farina era macinata fresca – dopo 48 ore la farina è praticamente morta – era integrale e macinata con la pietra, la lievitazione senza lievito di birra. Queste le condizioni per considerare il pane alimento vivo.
Il chicco ha un glutine particolare grazie alle proporzioni di due protidi, la glutenina e la gliadina; è costituito il 75% di glucidi, 12% di protidi, e poi lipidi, cellulosa, sostanze minerali ( fosforo, potassio e calcio in particolare), di enzimi che aiutano l'assimilazione: Il germe ha grande quantità di fosforo, magnesio, calcio, oligoelementi e una gran quantità di vitamine.
Quando viene seminato, da un granello di seme intorno al fusto principale originano cespi rigogliosi capaci di portare decine di spighe e migliaia di granelli. Le radici viaggiano e diventano quasi parte del mondo minerale. La parte superiore del frumento si innalza lineare e chiaro. I fiori non hanno significato come che la pianta dia la sua energia nell'essere feconda al massimo grado per essere la base dell'alimentazione umana.
La formazione dei carboidrati , l'amido nato dall'acqua e dall'anidride carbonica si trasforma in zucchero è particolarmente energica e da spazio anche a una potente formazione di proteine e grassi: tutte le sostanze alimentari di base sono qui rappresentate con perfezione.
Le graminacee e dunque il grano sono tra le piante più ricche di silice, soprattutto nell'involucro del frutto, ma ne ha tanto anche il chicco che una volta diventato farina illumina l'impasto del nostro pane quotidiano.