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Data: 27 dicembre 2005

Serve un Ken Livingstone per la Grande Milano

Tangenziale Est Esterna: articolo di Pietro Mezzi su "Repubblica"

La maggioranza di centro sinistra in Provincia di Milano è da tempo impegnata a discutere del futuro delle infrastrutture viabilistiche dell'area milanese, in particolar modo della nuova tangenziale Est-esterna: il nastro di asfalto, proposto dalla giunta Colli alla fine del 2000, di oltre 34 chilometri che dovrebbe collegare Agrate a Melegnano. Il Cipe, lo scorso 29 luglio, ha approvato il progetto preliminare in sede tecnica, ma non finanziaria: il tracciato, cioè, potrebbe andare bene, ma mancano le risorse per realizzarlo. La Giunta provinciale di Milano lo scorso febbraio si è espressa con un chiaro no al progetto e si è impegnata a riprendere il dialogo con i sindaci, ad avanzare una proposta alternativa e a migliorare il sistema del trasporto pubblico nell'Est milanese.
Ora il dibattito segna il passo e si corre il rischio che il confronto nel centrosinistra si radicalizzi, tra i favorevoli e i contrari all'opera, e che vengano fatte proprie proposte semplicistiche (la tangenziale), dannose per il sistema economico agricolo, l'ambiente e, soprattutto, inutili sul piano trasportistico, come dimostra lo studio alternativo predisposto dai sindaci tre anni fa. Per evitare il riproporsi di contrapposizioni ideologiche occorre trovare soluzioni moderne, intelligenti e innovative.
Si parta quindi dal programma della coalizione e dagli impegni assunti dal presidente in campagna elettorale; dalla proposta dei sindaci (riqualificare la strada provinciale “Cerca”), corretta dove serve; si abbia il coraggio di scegliere soluzioni innovative di gestione del traffico nell'area metropolitana (il road pricing , che a Londra funziona); si estenda la tariffazione automatizzata della tangenziale Est, destinandone i proventi al finanziamento dell'opera stradale caldeggiata dai sindaci e al trasporto pubblico locale. Questa è una proposta, ma se non la si considerasse sufficiente si potrebbe puntare su una infrastruttura regionale, una strada a due corsie per senso di marcia (la tangenziale Est esterna ne prevede tre) tra Agrate e Melzo, con pedaggio automatizzato, per risolvere almeno la viabilità nel Nord Est milanese, quella più congestionata. Gli incassi dei pedaggi finanzierebbero il trasporto pubblico locale.
Queste sono proposte concrete, tecnicamente possibili e politicamente praticabili, sulle quali occorre costruire il consenso di cittadini e amministratori. Continuando a traccheggiare si rischia di alimentare lo scontro ideologico tra sostenitori e detrattori delle autostrade.
Insomma, in materia di mobilità ci vuole più coraggio e più innovazione, perché la Grande Milano ha bisogno del suo Ken Livingstone.
Pietro Mezzi
Assessore alla Politica del territorio e Parchi, Agenda 21, Mobilità ciclabile, Diritti degli animali, della Provincia di Milano