Intervento di Fiorello Cortiana, Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
Davvero qualcuno nel centrosinistra crede che il percorso della Lombardia all'interno del processo di globalizzazione internazionale passi per le simulazioni e le magre "campagne acquisti" di Formigoni anzichè per politiche concrete?
A noi non sembra proprio, perchè fino ad ora non abbiamo apprezzato alcuna politica concreta capace di modificare la realtà . E cioè di produrre qualità territoriale e ambientale, un sistema integrato dei trasporti, una politica energetica virtuosa che punti su risparmio, efficienza energetica e uso di fonti rinnovabili, politiche di inclusione sociale e per un nuovo welfare.
Nulla anche sul terreno decisivo della promozione dell'innovazione di prodotto e di processo, sempre più indispensabile alle nostre imprese per competere sui mercati globali.
Per noi una politica riformista, oltre che sostenibile, passa per tutto questo, anche se, sinora, di tutto ciò si è visto molto poco.
Gli ingressi di Tognoli e Borghini nell'area formigoniana sono stati visti positivamente da qualcuno. Nulla da dire sulle persone, ma il loro ingresso non ci sembra abbia apportato granchè alla politica formigoniana, che negli ultimi anni non è stata in grado di dare risposte adeguate ai bisogni sociali, economici e ambientali della Lombardia, come dimostrano diversi dati, numerosi dei quali contenuti negli stessi rapporti regionali, poco pubblicizzati dal governatore.
Lo strabismo di molti nel giudicare utile e positivo l'apporto di qualche nome della prima Repubblica, pur competente e capace, non rivela soltanto una subalternità e l'accettazione di un ruolo complementare da parte di chi vi è affetto, esso riflette piuttosto un tratto degenerativo tipico della politica nazionale, a cui però la cultura milanese e lombarda non sono abituate: qui non si vive alla giornata e non si tira a campare. Qui si è più abituati a una cultura del fare che programma, controlla e verifica i risultati raggiunti.
Se una coalizione politica è giunta al capolinea e i risultati sono quello che sono, non basta dare una rinfrescata per mutare un risultato negativo. Bisogna cambiare.
In regione la maggioranza dei cittadini, non così corposa come la volta precedente, ha deciso nell'aprile scorso di affidarsi ancora una volta al traballante Formigoni. Se l'Unione giocherà bene le sue carte forse l'anno prossimo la musica cambierà a Milano e nel Paese.
Nel capoluogo e nella nostra regione le esperienze virtuose che concorrono e competono nel processo di innovazione non mancano, tanto nelle università che in cospicui settori di impresa, nelle politiche di alcune amministrazioni locali e in realtà sociali.
Crediamo che i cittadini milanesi e lombardi si aspettino una politica pubblica capace di valorizzare e di connettere a sistema settori e livelli diversi. Il resto sono annunci accompagnati da condoni e da ticket sanitari.
Non è ipotizzabile nè desiderabile che il centrosinistra vinca nel 2006 a Milano e nel Paese per la disperazione degli italiani prodotta dai fallimenti del centrodestra. Qui, e in Italia, i cittadini affrontano e affronteranno un periodo difficile, occorre che lo possano fare investendo in una concreta speranza, vivendo il futuro come una opportunità da cogliere per sè e per i propri figli e non come una minaccia. La sfida per l'Unione parte da qui, non è un problema di geografie politiche ma di proposte, non ci sono spazi per un ritorno a equilibri e a centralità di vecchio stampo. Dobbiamo guardare avanti.
Fiorello Cortiana , Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
Senatore e Consiglieri regionali dei Verdi