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Data: 10 dicembre 2007

Guerra permanente. Solidarietà al popolo iracheno di Gianluigi Vecchi

No alla guerra, no ai fondi dei governi che hanno sostenuto il conflitto illegittimo, no alla collaborazione con le forze militari sul campo; questa la posizione del “Tavolo di Solidarietà con le popolazioni dell'Iraq” che si è costituito in Italia e ha lanciato una campagna di aiuti umanitari alle popolazioni irachene. Una esperienza unica che per la prima volta in Italia cerca di coordinare tutte le associazioni, al di là delle appartenenze e delle sigle, impegnate negli aiuti umanitari Il Tavolo – costituito da decine di Ong, associazioni, enti locali, sindacati (fra i quali Un ponte per…, Acli, Arci, Associazione Ong, CGIL,CISL,UIL, Forum Sociale Europeo, Legambiente, UDS, Ics…)- chiede il sostegno ad una raccolta di fondi per gli aiuti alle popolazioni civili attuata in “modo autonomo e indipendente” in aperta polemica alle iniziative di aiuti dei governi e delle Istituzioni messe in atto a copertura della propria partecipazione al conflitto. Gli aiuti umanitari sono la continuazione, estremamente concreta, del nostro impegno pacifista contro la guerra. Nell'appello si legge: “La guerra colpisce sempre loro, le popolazioni innocenti, che come in ogni guerra pagano il prezzo della follia delle armi, della dittatura e della sopraffazione. Il volto della guerra al quale siamo tristemente abituati, è quello delle vittime, dei profughi che fuggono, dei bambini e delle donne indifese, delle popolazioni che improvvisamente si ritrovano senza un tetto, senza cibo, senza protezione. E' il volto dell'ingiustizia e della sofferenza…” In Iraq, secondo i dati dell'Unicef, la situazione è drammatica.Un milione i bambini affetti da malnutrizione cronica, 1,3 milioni quelli a rischio. L'indagine nutrizionale effettuata dall'Unicef ha svelato risultati preoccupanti: i tassi di malnutrizione acuta, tra i bambini sotto i 5 anni, sono quasi raddoppiati rispetto a quelli del febbraio 2002. In Iraq 18 milioni di persone vivono nell'insicurezza alimentare; il 60% della popolazione dipende esclusivamente dalle razioni alimentari messe a disposizione nell'ambito del programma “World Food Program” dell'Onu. Più di 5 milioni in Iraq le persone senza accesso a fonti d'acqua sicure e a servizi igienici adeguati; soprattutto nel Sud l'emergenza idrica rimane estremamente grave. Un dato che parla da solo: per l'Unicef nei prossimi 6 mesi in Iraq occorreranno fondi per 166 milioni di dollari. La campagna del Tavolo di Solidarietà ha come garanti Pietro Ingrao, Pier Carniti, Don Luigi Ciotti, Margherita Hack. E' stato anche realizzato un sito internet www.tavoloiraq.org dove è possibile avere tutte le info rmazioni sui progetti in esecuzione ed in avvio in Iraq. Per le donazioni è stato aperto un conto bancario e postale. I progetti in esecuzione e in avvio possono essere divisi in quattro grandi aree di intervento: la prima riguarda l'emergenza acqua. L'approvvigionamento idrico e il miglioramento delle condizioni igienico sanitarie con unità mobili di potabilizzazione è previsto nella città di Chamchamal (zona curda nel Nord dell'Iraq), a Bassora e a Bagdad; la seconda riguarda l'assistenza sanitaria. Gli interventi previsti riguardano l'integrazione alimentare per bambini malnutriti e il sostegno farmaceutico sia al dispensario medico per le patologie gastrointestinali Sinbad a Bassora che all'Ospedale pediatrico Al Mansour di Bagdad; la terza riguarda l'accoglienza. L'intervento riguarda l'allestimento di campi profughi (tende, servizi igienici, cucine, potabilizzatori e gruppi elettrogeni) al confine tra Iraq e Iran e l'assistenza agli sfollati di Bagdad al campo profughi di Bakuba; infine la quarta riguarda l'intervento rapido per lo sminamento e la bonifica di aree a rischio. L'Unità di Mine Action (Mau) di Intersos, ha approntato, presso la base del World Food Program di Brindisi, mezzi e materiali specifici in grado di garantire il dispiegamento rapido di squadre di bonifica in zone di emergenza. Entro 48-72 ore dalla segnalazione almeno due squadre possono recarsi nelle zone a rischio per le attività di bonifica antimine prima dell'arrivo e a supporto agli interventi umanitari.