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Sito denuclearizzato

Data: 10 dicembre 2007

Aree dimesse. Il commercio è l'anima dell'urbanistica di Massimiliano Innocenti

Da qualche anno nell'area metropolitana milanese il vero motore delle trasformazioni urbanistiche sembra essere rappresentato dalle catene della grande distribuzione commerciale. A Milano, i più recenti interventi di recupero di aree dismesse, i Programmi di riqualificazione urbana (Tibb-Piazzale Lodi, Om-Porta Romana, Maserati-Rubattino, via Gonin al Lorenteggio e Euromilano-Certosa a Quarto Oggiaro), stanno producendo nuovi quartieri. In queste zone lo spazio per le attività è soltanto quello di Esselunga e Coop, in un disegno urbano che mette il supermercato al centro di tutto ed il resto sono anonime e mediocri condomini, con aree verdi trattate come striscioline e frattaglie tra gli edifici. Le stesse dinamiche insediative sono riscontrabili, addirittura in maniera amplificata, nei territori dell'hinterland, soprattutto in quelli attraversati dalle principali infrastrutture di viabilità (Vigevanese, Nuova Valassina- Fulvio Testi, sistema della Tangenziale est), dove le grandi operazioni urbanistiche si realizzano quasi soltanto a partire dai grandi insediamenti commerciali. Sono loro a dare il via alle grandi operazioni immobiliari, disponendo di ampie risorse e liquidità finanziarie, alle banche non devono chiedere nulla perché i soldi glieli versano direttamente i consumatori. Per gli amministratori locali, di destra e di sinistra, queste operazioni costituiscono il modo per dare respiro alle casse comunali. Gli oneri di urbanizzazione versati dagli operatori immobiliari, sempre superiori ai minimi di legge, permettono la realizzazione di imponenti opere viabilistiche che sempre accompagnano questi progetti. In questo modo i comuni riescono a far quadrare i conti delle forme di tassazione di tipo locale. Nell'epoca della rinnovata deregulation urbanistica e della politica senza idee, mancando qualsiasi livello di programmazione e pianificazione sia locale che sovracomunale, le logiche insediative sono lasciate soltanto alle regole del mercato, e delle battaglie commerciali tra i colossi della vendita. Così cambia il volto della metropoli. Le arterie infrastrutturali importanti diventano sempre di più strade-mercato di accesso ai grandi contenitori commerciali, aumentando così la congestione da traffico e la conseguente domanda di nuove strade. I centri cittadini si impoveriscono di attività (ormai il nuovo affare immobiliare è la trasformazione dei negozi al piano terra in abitazioni o box); l'uso dell'automobile diventa necessario, anche per andare a comprare il pane ed il latte.