Arriva l'estate, presto molti condizionatori cominceranno a funzionare mettendo a dura prova l'ecosistema urbano. Pochi sanno però che per contenere consumi e massicce immissioni in atmosfera di alte quantità di calore sono possibili diversi interventi. Eccone un po'. Da un lato ci sono quelli diretti sulla tecnologia degli impianti dall'altro interventi diretti alla riduzione dei carichi interni dell'edificio. Dal punto di vista tecnologico va considerata la sostituzione di impianti frigoriferi ad alimentazione elettrica con impianti ad assorbimento (funzionanti a gas). Dagli studi condotti fino ad oggi emerge che gli impianti ad assorbimento sono energeticamente ed ambientalmente efficaci se esiste la possibilità di allacciarsi alla rete di teleriscaldamento in particolare nelle aree ex-industriali dismesse in via di trasformazione ad alta densità urbana. Una politica rivolta a un ridimensionamento degli impianti o soprattutto ad interventi sui carichi interni e sull'involucro degli edifici (con l'effetto di ridurre le esigenze di raffrescamento) si dimostra quindi particolarmente importante: gli impianti possono essere quindi riprogettati, evitando sovradimensionamenti e installando pompe di calore. Si può aumentare l'affrescamento passivo dell'edificio aumentando l'albedo o ombreggiandolo meglio con essenze arboree. Si possono isolare muri esterni e tetto. I serramenti possono essere a taglio termico, con doppi vetri, o vetri selettivi. Si possono ridurre i carichi termici interni (illuminazione e apparecchiature a basso consumo). Gli interventi di risparmio nel condizionamento di ambienti industriali (adibiti ad uso ufficio o ad attività produttive) riguardano gli adeguamenti della tecnologia (eventuale sostituzione degli impianti a compressori elettrici con sistemi ad assorbimento a fluido caldo, in associazione con eventuali impianti di cogenerazione), il ridimensionamento dei volumi da condizionare, il ridimensionamento degli impianti, la riduzione dei carichi termici interni degli edifici adibiti ad uso ufficio. Anche qui è possibile il raffrescamento passivo e le altre misure valide per gli edifici ad uso abitativo e inoltre il riutilizzo dell'eventuale calore di processo in combinazione con sistemi ad assorbimento.