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Data: 10 dicembre 2007

Livigno. Stop alla pista da sci alpino di Teola di R.E.

“Chi la dura, la vince. Su questa, come sulla vicenda del bosco tagliato a Santa Caterina, non molliamo mai il colpo. E adesso anche il Tar della Lombardia ci ha dato ragione”. E' soddisfatto il commento dell'avvocato Francesco Borasi, presidente del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lombardia, all'indomani dell'ordinanza del Tar che conferma la sospensione dei lavori per la realizzazione della pista di Teola a Livigno. Un'indicazione che, come ha commentato Borasi “fa ben sperare per la sentenza che a breve il Tar dovrebbe emettere su un ricorso analogo dell'associazione ambientalista, quello contro l'abbattimento del bosco in Valfurva”. La sentenza su Livigno dice, in sostanza, che la Comunità Montana e la ditta Mottolino hanno agito senza rispettare la sospensiva ai lavori, imposta nel dicembre dello scorso anno dallo stesso Tar, e ancora valida a tutti gli effetti. In più il Tar ha disposto il trasferimento degli atti alla Procura della Repubblica di Sondrio. Alla fine del 2002 la Società Mottolino Spa, ricorda la nota di Legambiente, aveva presentato un ricorso al Tar per ottenere il via libera alla nuova pista, malgrado la precedente ordinanza del Tar avesse sospeso la delibera con cui la Comunità montana Alta Valtellina aveva a suo tempo approvato il disboscamento. L'argomentazione della società Mottolino pareva essere: già che il danno è fatto e che gli alberi sono stati abbattuti, tanto vale aprire la nuova pista. Ma il Tar le ha dato torto imponendo uno stop definitivo ad ogni ulteriore scempio. La Mottolino proseguì comunque i lavori fino al completamento della pista e alla sua inaugurazione nel gennaio scorso. L'ordinanza del Tar ha invece così argomentato: “La Comunità Montana, travisando il significato di due righe che avevano ben altro significato, ha inteso trarre una legittimazione ad aprire l'impianto, realizzato in base a un progetto approvato con propria delibera (14.11.02 n.188) sospesa con ordinanza n.2369/02 (mai appellata), nonché in base a una procedura globalmente ancora sub iudice e sulla quale il collegio attende ancora adempimenti”. “Questo nuovo pronunciamento definisce senza equivoci la importanza delle iniziative anche legali di Legambiente e delle associazioni - aggiunge Damiano Di Simine , responsabile Alpi di Legambiente -. La nostra azione andrà avanti con l'obiettivo di fermare i provvedimenti con cui in Lombardia vengono portate avanti pesanti manomissioni dei territori d'alta quota per opere e infrastrutture di dubbia efficacia per un duraturo sviluppo turistico. Le esperienze di Valfurva (pista per i Mondiali di sci del 2005) e di Livigno dimostrano come sia necessario mantenere alta la guardia di fronte ad appetiti economici tanto grandi”. Sulla vicenda dei mondiali in Valtellina, i Verdi in Regione hanno presentato un'interrogazione al presidente Formigoni: “Mancano meno di due anni alla manifestazione di Bormio e Santa Caterina Valfurva - dice il capogruppo Carlo Monguzzi - e non è ancora stato definito un progetto complessivo delle opere e delle infrastrutture di accesso. Chiediamo info rmazioni precise alla Regione circa i progetti, i tempi, le misure di compensazione ambientale. E poi non capiamo perché il consorzio del Parco dello Stelvio non partecipi all'accordo di programma”.