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Data: 10 dicembre 2007

Vivisezione. Ridurre la sofferenza degli animali di Rita Zuccolin

E' riduttivo ritenere la questione della sperimentazione animale uno scontro tra due antagonisti. O si sta con la scienza che accusa gli antivivisezionisti di impedire la ricerca e il progresso della medicina, o ci si schiera dalla parte degli animali denunciandone il maltrattamento. Le ragioni di una e dell'altra parte vengono sostenute facendo presa sulle emozioni: l'animalismo ricorre alle immagini di animali squartati, legati, con gli occhi cuciti, la calotta cranica scoperchiata; il ricercatore non ha remore ad affermare che senza la sperimentazione si salverebbe una cavia ma non la vita ad un bambino. Si ha l'impressione che, così posto, il problema della sperimentazione animale non troverà mai una soluzione e che la scienza, imperterrita, proseguirà nella sua visione antropocentrica. La realtà è un'altra: la scienza non è un dogma intoccabile, c'è una parte del mondo scientifico che dimostra maggior sensibilità e fa ricerca con metodi alternativi. Solo qualche esempio: l'Istituto Europeo di Oncologia di Umberto Veronesi non ricorre ad animali per la ricerca sul cancro e anche l'Istituto dei Tumori di Milano, rispetto a vent'anni fa ha ridotto dell'80% l'utilizzo; moltissime università italiane hanno abolito gli esperimenti di laboratorio con cavie e gli studenti svolgono le stesse lezioni con l'ausilio di tecniche alternative (legge 413/93). Se scienziati, università e istituti di ricerca hanno compiuto una scelta etica di abbandono o comunque riduzione significativa dell'uso degli animali vuol dire che quella strada è percorribile. Questa banalissima considerazione ci ha fatto proporre una legge per la Lombardia che non pretende di abolire totalmente la vivisezione (non sarebbe nemmeno possibile giuridicamente) ma che segna un passo importante. Esiste già una legge nazionale (decreto 116/92) che però concede troppe deroghe ai divieti che pone. Ciò che chiediamo per la Lombardia è la totale messa al bando della sperimentazione animale a scopo didattico, come hanno fatto molte università. Per quella a scopo medico-scientifico la proposta di legge impedisce l'allevamento e l'utilizzo nei laboratori di gatti e cani. A differenza di cavie, conigli, maiali, l'uso di queste due specie è già vietato per decreto salvo deroghe concesse dal Ministero alla Salute. Dati ufficiali e notizie a nostra disposizione fanno ritenere maturo e credibile il divieto senza deroghe per cani e gatti, cosa peraltro già in vigore in Emilia Romagna. Centrale nel nostro progetto di legge è l'idea di un Osservatorio regionale sulla sperimentazione animale cui dovranno far parte anche le associazioni animaliste. Lo scopo è di raccogliere un po' di numeri (quanti e quali animali, per quali esperimenti, in quali laboratori): avremo finalmente la dimensione dei tanti esperimenti ripetuti migliaia di volte, delle tante ricerche utili solo ad ottenere una pubblicazione e avremo fatto un po' di luce su una realtà che ancora troppo si svolge al chiuso dei laboratori o dietro i cancelli di un allevamento.