La Giunta regionale con delibera n. 11834 del 30/12/2002 ha approvato la “Proposta di Piano regionale stralcio di bonifica delle aree contaminate”, indicando le priorità di intervento sui siti regionali. L’atto è riconducibile al Piano regionale di sviluppo (Prs, al capitolo 9.2.4) “Bonifica delle aree inquinate, pianificazione e programmazione degli interventi di bonifica sul territorio lombardo e individuazione del grado di rischio ambientale e per la salute umana”. L’ultimo Piano regionale di bonifica delle aree inquinate in Lombardia risale al 1995; nel frattempo nuove normative e nuove metodologie hanno cercato di far fronte al problema dei siti inquinati, sono state individuate nuove aree inquinate, e sono stati indicati i siti di interesse nazionale bisognosi di interventi di bonifica immediata che si trovano sul territorio lombardo. Nel provvedimento vi è anche una stima degli enormi oneri finanziari necessari per le operazioni di bonifica (stima che è dedotta principalmente da progetti preliminari) e che indica solamente l’ordine di grandezza dell’intervento finanziario necessario. C’è poi una parte dedicata alle indagini identificative, ai metodi di ricerca e alle metodologie che sostanzialmente sono di 4 tipi: il metodo Hrs semplificato o avanzato, il metodo “Emilia Romagna”, il modello di Lombardia Risorse e il più recente modello Radar ambientale elaborato dall’Università di Pavia. Per ogni sito inquinato vi è una breve scheda di presentazione con elencati i rischi e le ripercussioni ambientali. Il Piano regionale del 1995 individuava 2020 siti inquinati e 118 aree industriali dismesse; nella istruttoria per l’individuazione delle priorità di intervento sono state inserite 39 aree per le quali il livello di informazioni disponibili ha consentito l’applicazione del modello Radar ambientale; 7 siti di interesse nazionali ricadenti in Lombardia e 31 aree inquinate da sottoporre ad ulteriori indagini. La delibera completa a richiesta, anche per comprendere meglio le complesse metodologie di bonifica, è disponibile in formato cartaceo presso il gruppo consiliare dei Verdi in Regione.
Gianluigi Vecchi