Un passo in avanti verso la definizione delle strategie e del profilo politico del nuovo Ulivo. In sintesi questo può essere l’esito della convenzione avvenuta ad Arezzo il 21- 22 febbraio. La prima novità è il nuovo Ulivo, cioè ai partiti che facevano parte della coalizione si aggiunge, senza se e senza ma, l’Italia dei Valori. La seconda è che s’inizia a discutere, e ad approfondire, i temi programmatici della coalizione. La terza è che si vuole ripensare i contenuti delle due riforme cosiddette Bindi e Del Turco di fronte agli attacchi al sistema di welfare a base solidarista e universalistica, condotti dal governo Berlusconi. Tutto ciò nel modo più unitario possibile. In verità, a chi ha assistito al dibattito, non sono apparse grosse divergenze di fondo. Un po’ perché largo spazio è stato lasciato agli interventi e alle tavole rotonde dei vip, e poco al lavoro di approfondimento. D’altra parte vi è stata, però, la concorde volontà di definire l’evento come punto d’inizio del processo di definizione. Il bilancio può essere dunque positivo, ma ora bisogna continuare il lavoro. In primo luogo, è apparso evidente come le realtà regionali si stanno differenziando sempre più: nelle regioni a governo del centrosinistra vi è lo sforzo di mantenere il livello dei servizi, nonostante il progressivo minore flusso dei finanziamenti governativi. La logica del meno tasse meno spese, o meglio del meno tasse e più condoni fiscali che alla base delle politiche di Tremonti-Berlusconi, affondano le stesse basi del welfare, basato sulla fiscalità generale e intendono sostituirlo con un regime assicurativo, basato sulla singola capacità di spesa. Altra musica nelle regioni gestite dal centrodestra, prima tra tutte la Lombardia. E’ stata portata, a più voci, la testimonianza degli effetti delle strade percorse con più o meno determinazione dai vari governatori. Il modello lombardo, non sembra avere molta diffusione, nella versione “classica”, ma altrettanta solerzia sembra esserci nel tagliare i servizi e scaricare i costi sui cittadini. Tutto bene? Forse si poteva fare di meglio: ad esempio, arrivare ad Arezzo con una sintesi unitaria, frutto di un confronto avvenuto a livello regionale, oppure riuscire a comunicare anche alla gente, e non solo agli addetti ai lavori, la posta in gioco. Sicuramente, c’è molto lavoro da fare. Un ulteriore passo in avanti sarebbe, e ci si sta lavorando, un’analoga iniziativa che coinvolga l’Ulivo del nord, per continuare il lavoro iniziato ad Arezzo per un welfare del futuro ancorato ai valori dell’equità e della solidarietà.
A.G.