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Data: 9 dicembre 2007

Cardiochirurgie. In Lombardia interventi record

In Lombardia le strutture sanitarie pubbliche e private hanno effettuato il 30% degli interventi di impianto di valvole cardiache eseguiti su scala nazionale. Secondo gli ultimi dati disponibili forniti dal Ministero della salute, nel 2000, su 19.333 interventi di questo tipo realizzati in Italia, 5.662 sono stati fatti in Lombardia. Alla luce delle inchieste giudiziarie di Torino e di Padova, che hanno scoperto reati di concussione legati alle forniture di valvole cardiache difettose prodotte dalla società brasiliana Tri-Technologies, il consigliere regionale dei Verdi Carlo Monguzzi si è chiesto se la Regione avesse attivato un monitoraggio, per verificare se, e in quanti interventi, sono state utilizzate le valvole difettose, e, soprattutto, quanti ammalati fossero stati richiamati e controllati. Tardiva la risposta della giunta, affidata, solo dopo la denuncia dei Verdi, a un serale e tranquillizzante dispaccio Ansa che riportava le parole di Alessandro Pellegrini, coordinatore per la Regione Lombardia dell’attività di prelievo e trapianto di organi e tessuti, secondo il quale “nessuna valvola cardiaca prodotta in Brasile è stata utilizzata negli interventi effettuati in Lombardia”. Il caso delle valvole difettose è emerso un anno fa. Nel marzo del 2002 il ministero della salute ha disposto il ritiro dal mercato italiano di questo tipo di valvole, in analogia con i provvedimenti adottati in altri paesi europei. Lo stesso Ministero, nell’aprile del 2002, ha inviato una lettera a tutti gli assessori regionali alla sanità, invitandoli a informare tutte le strutture sanitarie e a effettuare il controllo dei pazienti ai quali sono state impiantate le valvole. Il silenzio che ha caratterizzato il caso delle valvole ha fatto il paio con quello sotto cui è passata la recente delibera regionale (del 20 dicembre scorso) che ha inspiegabilmente approvato la revisione del tariffario Drg (sistema di classificazione dei ricoveri). Con il provvedimento la giunta ha aumentato, senza alcuna apparente giustificazione, le tariffe rimborsate alle strutture pubbliche e private per gli interventi d’installazione di bypass coronarici (Dgr 106 e 107), rispettivamente del 6,5% e del 33,6%. Questo ritocco delle tariffe e del sistema di classificazione, ha rappresentato un aggravio di spesa di 21,4 milioni di euro per le casse regionali: il 45% di questo “regalo” finirà nelle tasche delle strutture private. “La giunta Formigoni da un lato fa beneficenza alle strutture private – ha detto Monguzzi -, dall’altro impone ai cittadini il ticket sui farmaci e sul pronto soccorso”.

A.G.