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Data: 9 dicembre 2007

Viabilità. Le vere priorità per i sindaci

Il 1° marzo scorso a Melzo si è discusso di strade, autostrade e mobilità sostenibile nell’area centrale lombarda. A organizzare la convention di amministratori locali, comitati e cittadini, è stata l’Associazione dei Comuni, organismo che raggruppa oltre 30 enti locali posti a ridosso delle due progettate infrastrutture autostradali ad alto impatto: Bre.Be.Mi e tangenziale Est esterna. Dopo il convegno, i sindaci hanno ora in mano argomenti tecnici e politici forti, una proposta alternativa da far valere nei confronti di Regione e Provincia, che continuano però a non accettare il confronto. Due i documenti presentati. Il primo, dal sindaco di Melzo, Mario Barbaro, nonché presidente dell’Associazione dei Comuni; il secondo, da Andrea Debernardi di Polinomia, società di consulenza dei Comuni (il documento su www.verdiregionelombardia.net). La prima stoccata dei sindaci è per la Provincia di Milano, alla quale rimproverano l’incoerenza progettuale con il contesto socio-economico, la dubbia efficacia delle soluzioni prescelte e la scarsa efficienza intesa come capacità di ottenere il risultato minimizzando i costi. Per gli amministratori “la convinta contrarietà a queste soluzioni infrastrutturali non si basa sul disconoscimento della urgente necessità di dare soluzioni alla crisi viabilistica, bensì sulla consapevolezza che per fare ciò bisogna utilizzare, ampliare, riqualificare il sistema trasportistico esistente per raggiungere lo stesso obiettivo, senza violentare il territorio…”. Quel che dicono gli ambientalisti insomma. Il documento insiste particolarmente sull’aspetto dell’accesso a Milano e alla sua area metropolitana milanese e invita a riconsiderare l’approccio fin qui tenuto da molti amministratori e tecnici. La componente più problematica del sistema, dicono i sindaci, è rappresentata dal traffico di breve percorrenza e non da quello di medio-lunga. Il problema prioritario per la politica regionale dei trasporti, quindi, è il traffico urbano e metropolitano. Da qui, a cascata, alcune proposte. La prima: occorre prevedere una graduale estensione del sistema di trasporto pubblico verso l’esterno dell’area metropolitana. La seconda. Ben vengano i potenziamenti e i quadruplicamenti ferroviari, così come la realizzazione di nuove fermate del servizio ferroviario regionale (Segrate, Pozzuolo Martesana, San Giuliano Milanese…). In conclusione, il documento avanza alcune precise proposte. Si va dal quadruplicamento ferroviario Milano-Treviglio (da istradare verso il Passante milanese) al potenziamento della linea ferroviaria Treviglio-Brescia- Verona; dal potenziamento della linea ferroviaria Bergamo-Treviglio, mediante il graduale raddoppio e la realizzazione di nuove stazioni o fermate, al graduale prolungamento della rete metropolitana milanese sino a Vimercate (M2), Paullo (M3) ed eventualmente Segrate-Pioltello (M4); dalla realizzazione di una terza carreggiata reversibile sulla A4 tra Bergamo e Agrate fino al potenziamento dell’itinerario della provinciale “Cerca”, alla riqualificazione della statale 11 tra Treviglio e Brescia, a quella dell’itinerario Lodi-Treviglio- Brescia e alla realizzazione di nuove connessioni interne alla prima corona metropolitana.
Pietro Mezzi
Capogruppo al Consiglio provinciale di Milano