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Data: 9 dicembre 2007

Nuove autostrade. Tibre e Cremona-Mantova

Quarant’anni fa, l’autostrada del Brennero si trovò di fronte a un dubbio cruciale: arrivata dalle Alpi a Verona, per superare gli Appennini conveniva dirigersi su Bologna (Autosole) o su Parma (Autocisa)? La soluzione fu arrivare a Modena, cioè in mezzo. Così l’Autocisa, per recuperare il traffico perduto, propose il progetto della Verona-Parma, ottenendone nel ‘74 la concessione. A questo collegamento diede il nome, ben più spendibile, di Tirreno- Brennero (TiBre): un nome che implica che questa piccola tratta (circa 80 Km) sia l’anello vitale del collegamento tra il centro Europa e i porti di La Spezia e Livorno. Su questo equivoco è stato giocato per anni, con le provincie attraversate (Parma, Cremona, Mantova, Verona), lo slogan “quest’autostrada vi porta in Europa”. Uno slogan che è valso al TiBre l’inserimento nelle opere prioritarie previste dalla legge obiettivo. Forse, più dello slogan, ha pesato il fatto che a Parma abiti Lunardi, al quale - giusto poche settimane prima d’essere nominato ministro - era stata affidata proprio la progettazione del TiBre. Comunque sia, ancor oggi lo slogan viene ripetuto. Poco importa che il traffico Tirreno-Brennero sia insufficiente a giustificare un’autostrada che, sul percorso Verona-Parma, in concreto fa risparmiare non più d’una decina di chilometri arrivando a costare, secondo le ultime stime, 1266 milioni di Euro solo per la realizzazione (quanto basterebbe per riqualificare tutta la disastrata viabilità locale). Senza contare i costi indotti, a carico di tutti: mille ettari di terreni tra i più fertili d’Europa sottratti per sempre all’uso agricolo; innumerevoli aziende, che ancor oggi seguono i confini della centuriazione romana di duemila anni fa, tagliate dal tracciato e rese non più funzionali; sconquasso della viabilità locale, con conseguenti maggiori percorrenze vicinali, e della rete dei canali d’irrigazione; necessità di reperire immense quantità di ghiaia, aprendo nuove cave mangia territorio; danni ambientali, tra cui l’attraversamento del Mincio e dell’Oglio in zone particolarmente pregiate. Non sarà certo il Tibre a portare in Europa le provincie interessate. In Europa ci sono già, grazie soprattutto al comparto agricolo che l’autostrada penalizzerebbe di più. Due anni fa ci si è messo pure il progetto della Cremona-Mantova. Di fatto, la risposta al TiBre della parte politica esclusa da quel progetto. Ancora una volta, un progetto dai costi altissimi, nato dal nulla e fondato su ipotesi di traffico inconsistenti. E già battezzato come “corridoio Barcellona- Kiev”, anche se, per la Ue, questo corridoio dovrebbe essere ferroviario.A differenza del TiBre, la Cremona-Mantova è fuori dalla legge obiettivo; è un’autostrada regionale, la cui concessione dipende da Milano. Così, per recuperare lo svantaggio, cerca d’ingraziarsi i comuni interessati, promettendo loro, a titolo di compenso, quegli interventi sulla viabilità locale che da tempo attendono inutilmente. Sfugge alla logica comune perché, per avere una tangenziale o un sovrappasso ferroviario, si debba costruire un’autostrada.
Mario Pavesi
Portavoce Verdi di Mantova