I campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti sono possibili cause di malattie gravi: numerose indagini scientifiche dimostrano il rischio di tumori e leucemie. Lo sostiene anche l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro di Lione (Iarc), l’autorità scientifica di riferimento a livello mondiale per le ricerche sui rapporti tra ambiente e salute. Ma ci sono anche studi che sostengono il contrario, cioè che l’esposizione ai campi sia pressoché innocua. In un dibattito scientifico aperto e sereno è normale che vi siano posizioni diverse, teorie contrastanti. Guai se mettessimo la sordina al dibattito scientifico. Anzi, noi crediamo che il progresso della ricerca sia interesse di tutti: il fenomeno dell’elettromagnetismo e dei suoi effetti sulla salute va studiato, vanno raccolti i dati, analizzati gli effetti. Ma crediamo che sia perverso utilizzare le persone come cavie. Siamo convinti che la salute delle persone vada tutelata sempre, anche quando i rischi sono da accertare. Esistono dubbi consistenti sulla nocività delle onde elettromagnetiche e per questo chiediamo che i pericoli vengano tenuti sotto controllo. Anche in questo caso deve valere il principio di precauzione. Da diversi anni noi Verdi ci occupiamo di elettrosmog. Centinaia di cittadini ci hanno contattato per conoscere meglio i loro diritti, per sapere cosa potevano fare contro antenne ed elettrodotti che spuntavano dappertutto: sui tetti dei condomini e delle scuole, accanto ai monumenti, a pochi metri dalle case e dai luoghi di lavoro. Abbiamo seguito l’attività di comitati e di associazioni che si battevano per tutelare la salute e il paesaggio e abbiamo denunciato l’arroganza degli interessi economici e sociali che premono sul governo e sul Parlamento per ottenere leggi che rendano sempre più facile l’installazione di nuove antenne e nuovi elettrodotti e per innalzare i limiti imposti finora per l’esposizione ai campi. Siamo intervenuti per correggere un’informazione addomesticata che tende a nascondere dati preoccupanti per la salute dei cittadini. Il referendum che abbiamo promosso insieme a molti comitati e associazioni è uno strumento di autodifesa dei cittadini ed è finalizzato a riaffermare il primato del diritto alla salute rispetto agli interessi delle aziende. Attraverso l’abolizione della cosiddetta servitù d’elettrodotto, sarà possibile opporsi al passaggio nella proprietà di condutture elettriche aeree e sotterranee, garantendo così la libertà di scelta. Votare sì a questo referendum significa conquistare un nuovo strumento di cittadinanza, per riaffermare il primato del diritto alla salute su ogni considerazione di profitto.
Alfonso Pecoraro Scanio