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Data: 9 dicembre 2007

Elezioni. Brescia alla verifica

La riconferma di una guida di centro-sinistra nella città di Brescia in occasione delle amministrative del prossimo maggio è ancora incerta. L’attuale mandato è retto da una giunta di centrosinistra, sindaco il diessino Paolo Corsini, che ha vinto le elezioni del ‘98 anche perché la Lega, allora, non era alleata organicamente con il Polo.Alle elezioni politiche del 2001, con una situazione di parziale recupero, il centrosinistra e Rifondazione hanno raggiunto solo il 40% dei suffragi. Spesso soffrendo la forte iniziativa “sviluppista” del resto del centrosinistra (grande attività edilizia, sia pure per il recupero d’aree industriali dismesse; progetto di metropolitana da 800 milioni, contro cui abbiamo organizzato addirittura un referendum), i Verdi riescono a far partire alcuni progetti importanti: il “Parco delle colline” (con altri 4 Comuni del circondario e con più di 2.100 ettari solo in città) per la salvaguardia delle colline e dei primi monti intorno a Brescia; il superamento di “quota 40” parchi cittadini; la progettazione e un buon avvio della creazione d’una vera rete cittadina di piste ciclabili; il programma per raggiungere entro 5 anni il 50% di raccolta differenziata in città (oggi al 35% circa)... Dobbiamo sempre contrastare la tentazione di sfruttare senza limiti l’inceneritore cittadino (Asm, l’azienda pubblica a maggioranza del Comune fa più di 60 milioni di euro di utile annuo), ma tutta la maggioranza è compatta davanti all’esplodere del “caso Caffaro” (PCB e diossine diffusi su una larga parte del territorio), che diventa l’occasione per uno studio approfondito dello stato dell’intero terreno bresciano. Oggi il sindaco uscente gode di grande visibilità, mentre il centrodestra, al momento, non è ancora riuscito a scegliere il candidato. Per parte nostra, stiamo cercando di allargare la coalizione a Rifondazione, ma soprattutto le ali più moderate (Margherita, Sdi e i centristi minori) dilazionano le scelte in tal senso, evitando anche il confronto diretto sui programmi: temono contrasti ad esempio sulla promozione di grandi infrastrutture o sulle politiche dell’accoglienza. La partita è aperta, ma senza unità e senza il coraggio di guardare avanti si rischia di perdere; compromettendo anche l’appuntamento, ormai prossimo, delle elezioni provinciali, dove nel 1999 il centrosinistra ha perso per meno di 1.500 voti.
Paolo Mori
Consigliere comunale