Qualcuno considera ideologica la campagna contro la privatizzazione dell’acqua che da tre anni portiamo avanti come Contratto Mondiale, all’interno di una campagna più generale sullo stato della risorsa idrica nel mondo. Penso che dopo i disastri prodotti dalle privatizzazioni nel mondo, Lombardia compresa, con l’ideologia liberista qualche conto il centrosinistra lo dovrebbe fare. La campagna mondiale in atto è contro la privatizzazione della gestione dell’acqua. La proprietà della risorsa o gli indirizzi politici non sono in discussione quasi da nessuna parte. Il modello che fa testo sul mercato, contro il quale ci si sta battendo in mezzo mondo, è quello francese delle 2 sorelle Vivendi e Lyonnes, che prevede appunto la privatizzazione delle sole gestioni. Più o meno quello che si sta attuando in Italia. Ci si è accorti che in Italia esiste un tavolo contro le privatizzazioni, al quale hanno aderito tutte le associazioni del movimento di Porto Alegre, e che Rete di Lilliput e Attac hanno lanciato la campagna contro i Gats alla quale, se non sbaglio, hanno aderito anche i Verdi? Ciò di cui stiamo discutendo oggi non è la privatizzazione di uno o più comuni che per libera scelta decidono di far entrare i privati nella gestione del proprio acquedotto. Ciò su cui dobbiamo decidere è la mercificazione universale dell’acqua. Questo è ciò che avverrebbe se in tutto il mondo si applicasse l’indirizzo espresso dall’articolo 35 della finanziaria del 2002, votato dal centrosinistra, ribadito e reso ancor più obbligatorio dall’emendamento Bassanini, Morando, Amato, presentato nella finanziaria 2003, e anche questo votato dal centro sinistra. Reso operante, malgrado i ricorsi d’incostituzionalità, dall’incredibile corsa ad attuarlo prima del tempo dagli Enti Locali di centrosinistra. Ma sapete che l’art. 35 ha fatto dell’Italia l’unico paese al mondo che ha reso obbligatorio per tutti gli Enti Locali la trasformazione dei servizi idrici in Spa prima, per metterli a gara poi, dopo un periodo transitorio da 2 a 6 anni? Sapete che questo bell’esempio è la rigorosa trasposizione dello spirito e della volontà dei negoziati del Wto sui Gats, anzi ne anticipa al peggio le decisioni? Sapete che il “ben vengano i privati”, reso obbligatorio ed esteso uniformemente per legge, su tutto il territorio nazionale e per logica sul pianeta, liquida inesorabilmente la democrazia locale e ogni idea di democrazia partecipativa e di cittadinanza? Sostenere che basta mantenere il controllo e l’indirizzo politico “nelle mani giuste”, mi riporta alla memoria quella vecchia cultura del Pci per la quale “il nucleare è buono se lo gestiamo noi.” Forse la mia è ideologia, ma se ci confrontassimo al Forum Mondiale Alternativo di Firenze, non sarebbe male.
Emilio Molinari
Vice presidente del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua.