Data: 17 marzo 2008
Intervista a Carlo Monguzzi
Da Ecoappunti, - 17 marzo 2008
Caduto il governo si va al voto il 13 e il 14 aprile. In queste righe Carlo Monguzzi ci spiega il suo punto di vista sulle origini della crisi, dove ha sbagliato il governo Prodi e la nuova formazione che ha fatto la sua comparsa sulla scena politica, Sinistra Arcobaleno, nella quale sono confluiti i Verdi. Verdi che per la prima volta parteciperanno a una competizione elettorale senza lo storico simbolo del Sole che ride
I partiti che hanno costituito la Sinistra Arcobaleno hanno avuto l’opportunità di governare facendo parte dell’esecutivo guidato da Romano Prodi. Cos’è che non ha funzionato?
Il grande limite del governo Prodi è stato che agli interventi per il risanamento dei conti pubblici e la lotta all’evasione non ha saputo affiancare interventi efficaci sui bisogni dei ceti più deboli e politiche ambientali più incisive come chiesto a più riprese dai Verdi e dai nostri alleati della Sinistra L’Arcobaleno.
A questo tornata si va alle urne con la stessa legge elettorale della scorsa volta. Cosa ne pensi?
Ritengo che la cosa peggiore della passata legislatura non sia stata l’instabilità al Senato o la legge elettorale ma prima di tutto la presenza di personaggi non affidabili nella maggioranza. Parlo dei Dini, dei Mastella, dei De Gregorio, gente che passa da una parte all’altra solo per motivi personali, i voltagabbana. Certo manca anche una legge elettorale che dia un solido premio di maggioranza a chi vince, anche al Senato, così come manca la possibilità per i cittadini – non essendoci le preferenze - di scegliere il candidato, non solo il partito. Gli elettori di fatto in questa situazione non possono scegliere la composizione del Parlamento, che è stata affidata ai soli segretari dei partiti. Parliamo di sette, otto persone che scelgono per milioni di elettori. Spero che nella prossima legislatura ci si doti di una legge elettorale che risponda ai bisogni di rappresentanza e di governabilità del Paese e che si aspettano tutti i cittadini e personalmente, se eletto, farò la mia parte.
Ti trovi a tuo agio nella Sinistra Arcobaleno? Un cartello elettorale o un progetto a lungo termine?
Nel corso degli anni coi nostri alleati abbiamo condiviso numerose battaglie sul territorio e nelle istituzioni ma devo dire che la scelta dei Verdi è stata dettata da questa legge elettorale, che non lascia spazio ai piccoli e medi partiti. Il Partito Democratico ha scelto di andare da solo. Personalmente vedo la sinistra arcobaleno come un’ alleanza elettorale, perché in cuor mio spero in una riunificazione post- elettorale dell’Unione in una coalizione dove non ci siano veti né immobilismo, che tenga al suo interno il centrosinistra moderato, la sinistra radicale e un polo ecologista e laico, attento ai diritti civili.
In pratica sostieni la necessità dei Verdi come soggetto politico…
Si, io credo che all’interno di questa coalizione i Verdi debbano esistere in maniera autonoma, apportando il loro contributo in termini di difesa del territorio, della qualità della vita, per il bene comune.
Come vedi il percorso che ha portato al Pd
E’ stata un’operazione politica che ha unificato due grandi partiti e cerca di rappresentare l’interezza della società italiana. Al suo interno ci sono delle contraddizioni, come la compresenza dell’anima laica dei Radicali e di quella fondamentalista rappresentata dai teodem. Ma quello che più mi rammarica è che nelle liste del PD in Lombardia manchino del tutto portatori della cultura ambientalista.
E delle liste della Sinistra Arcobaleno sei soddisfatto?
Sono buone liste composte da persone che hanno fatto un ottimo lavoro sul territorio, e la capolista al Senato per la Lombardia, Rita Borsellino, sorella di Paolo, il magistrato ucciso dalla mafia, è una persona di assoluto prestigio morale e di grande valenza politica. La sua candidatura nella nostra regione, la quarta in Italia per infiltrazioni mafiose, è molto significativa perché anche in Lombardia le mafie hanno prosperato, gestendo i trasferimenti illegali di rifiuti pericolosi nelle discariche abusive della camorra in Campania, e da tempo infiltrano il settore immobiliare e quello degli scambi commerciali.
E su Formigoni capolista al Senato per il PdL
Credo che la sua candidatura sia legittima, ma penso che sia a dir poco grottesco che per le ambizioni del suo Presidente la Regione Lombardia debba andare alle urne due anni prima del termine e non certo per crisi politiche. Il Consiglio Regionale, che è l’organo legislativo che rappresenta i cittadini dovrà essere sciolto se Formigoni deciderà di trasferirsi a Roma. Questo suo “trasloco” costerà ai cittadini lombardi 50 milioni di euro, da sborsare con due anni d’anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura.
Ti candidi anche tu, insegui il governatore?
Sono stato il più assiduo oppositore del Presidente Formigoni in Consiglio Regionale, ora mi auguro che il futuro Senatore Formigoni diventi il più assiduo oppositore del governo di sinistra che potrebbe uscire dalle urne, e quindi anche del forse futuro Senatore Monguzzi.
E qui veniamo alla tua candidatura. Perché corri?
Perché credo che il Parlamento possa affrontare in modo incisivo i due grandi problemi del momento: garantire un ambiente vivibile e aria pulita, e aiutare le persone più deboli. Queste sono le battaglie in cui mi sono sempre impegnato, ma che hanno un senso se la loro dimensione non è solo quella regionale, ma quella nazionale ed europea. Perché respirare aria pulita e poi non poter arrivare a fine mese non risolve i problemi di fondo del Paese. Le pensioni troppo basse e gli stipendi dei giovani che non gli permettono di arrivare a fine mese sono problemi a cui solo il Parlamento nazionale può dare risposta così come una risposta di sistema all’inquinamento e ai rischi derivanti dal cambiamento climatico.
Questa campagna elettorale è stata messa in piedi in tutta fretta. Su cosa pensi di puntare?
Sui risultati concreti ottenuti in questi anni, sulle cose che ho fatto per la Lombardia e per i lombardi. Questa campagna è stata basata da PD e PdL sulle promesse, credo invece che i cittadini dovrebbero votare sulle cose fatte, sulla concretezza. Ai lombardi vorrei dire: “Guardate quello che ho fatto, se vi soddisfa votatemi nella Sinistra Arcobaleno”.