Da Ecoappunti, - 10 dicembre 2006
La prima rappresentazione è stata un successo. Di pubblico anzitutto, e lo dimostra il tutto esaurito al teatro di Cesano Maderno (oltre 600 posti) che ha ospitato il 1° dicembre la prima nazionale di Rot Weiss Kabarett, una farsa per ricordare il disastro dell'Icmesa del luglio del 1976 nel trentennale dell'incidente. La replica è in programma il 23 e 24 febbraio a Monza, al teatro Binario7
Nell'opera teatrale scritta e diretta da Andrea Taddei e prodotta dall'associazione Musicamorfosi, l'Icmesa e Seveso non vengono mai nominate nella farsa tratta dal disastro che sconvolse la cittadina alle porte di Milano, ma anche l'Italia e il mondo industrializzato. Un dramma della modernità che diede il via a ben due direttive europee per mettere sotto più stretto controllo le produzioni ad alto rischio.
Lo spettacolo è in quattro tempi: il punto di osservazione è un salotto borghese di Berna, in Svizzera, patria del colosso farmaceutico Hoffmann – la Roche, proprietario dell'impianto. Dall'interno con cinismo e disinteresse i protagonisti, personaggi di fantasia, osservano l'escalation del dramma della popolazione colpita dalla catastrofe, minimizzandone la portata: dai primi difetti e irregolarità registrate nell'impianto fino all'incidente e alle successive richieste di risarcimento per i gravi danni arrecati alla salute delle persone e al territorio. Quattro gli attori in scena, tra immaginari sofà gonfi di banconote e teste di cervi appesi alle pareti, con una scenografia molto essenziale: ci sono la padrona dell'impianto, la moglie del direttore, entrambi interpretati da attori maschili (Gaetano Callegaro e Dario Cipriani) la cameriera della padrona, moglie di Gennaro, operaio impiegato nella fabbrica, e una patriota svizzera (interpretate da Debora Mancini e Ancilla Oggioni). La musica è firmata da Stefano Nozzoli ed eseguita da Giampietro Marazza e Roberto Zanisi. Musicamorfosi nasce a Seveso da un gruppo di persone che in questi anni, anche in collaborazione con Legambiente, si è dato molto da fare per promuovere eventi artistici, socialità e cura del territorio.
L'obiettivo dei promotori è di sensibilizzare tutti affinché resti sempre costante la pressione su chi decide luoghi e modalità delle produzioni, affinché vi sia più responsabilità. “La Svizzera – commenta Saul Beretta, direttore artistico di Musicamorfosi – rappresenta nell'immaginario collettivo lo scrigno della finanza internazionale, che ancora oggi dispone di un potere enorme nell'indirizzare le produzioni nei luoghi più sperduti del pianeta. L'attenzione verso l'ambiente e le popolazioni dei paesi poveri è però ancora molto scarsa”. Carlo Monguzzi , assessore regionale all'ambiente nel 1993, ricorda come in quell'anno riuscì ad aprire gli archivi di Seveso “fino ad allora rimasti segreti”. “Abbiamo dato risposta a due dei tre interrogativi: la sostanza uscita dal reattore dell'Icmesa era sicuramente diossina e la quantità era tra i 10 e i 12 chili”. Manca da chiarire fino in fondo il destino dei fusti con materiale più inquinante, la diossina: “ La Hoffmann La Roche – continua Monguzzi – aveva detto che erano stati bruciati a Basilea ma le carte da noi trovate hanno messo in fortissima discussione questa tesi”.