Da Ecoappunti, - 10 dicembre 2006
Non bastava l'allarme polveri fini, che vede Milano, insieme a molte città
della Lombardia, da anni continuare a sforare i limiti della direttiva europea
e recepiti in Italia nel 2002. Ora aumentano anche gli ossidi di azoto. Lo ha rivelato l'assessore Croci che ha ricordato la pericolosità per la salute dei cittadini, soprattutto dei bambini. L'esponente della giunta Moratti ha anche sottolineato
come l'inquinante sia principalmente prodotto dal traffico, soprattutto dai diesel
Nel 2006 l'NO2 si è attestato a 66 microgrammi per metro cubo, contro i 60 medi del 2005. Un dato in controtendenza rispetto al passato e legato a filo doppio con l'aumento delle auto diesel in circolazione: le vetture con questo tipo di alimentazione in Lombardia sono infatti raddoppiate negli ultimi 5 anni arrivando a 1,5 milioni di autoveicoli (contro i 3,5 milioni a benzina).
I Verdi, dal presidente cittadino Carlo Monguzzi ai consiglieri comunali Maurizio Baruffi ed Enrico Fedrighini , chiedono un pacchetto di interventi urgenti perché nessuna misura presa singolarmente ha la capacità di risolvere il problema. Dal ticket sulle auto, alle targhe alterne, all'estensione delle zone a traffico limitato e delle piste ciclabili, a uno straordinario aumento dei mezzi pubblici e alla promozione di servizi di mobilità innovativi, come il taxi bus: queste le cose da fare subito, senza attendere altro tempo e superando l'inerzia del presidente della Regione Formigoni.
Sul ticket sulle auto il comune sembra però voler arretrare. Baruffi prova a immaginare che ne sarà di uno strumento utile, non l'unico certamente, per disincentivare l'uso dell'auto privata.
“Ci vorrebbe la sfera di cristallo per capire come andrà a finire”.
Come giudichi lo scetticismo da parte dei sindaci dei Comuni dell'hinterland?
“Da un lato c'è un istinto di conservazione, presente nelle prime reazioni di alcuni, dall'altro c'è un ragionamento serio: una manovra del genere sarebbe fortemente penalizzante e discriminatoria per chi viene da fuori lasciando quasi del tutto immutate le condizioni per i milanesi. I sindaci hanno quindi difeso i propri concittadini. Poi c'è il problema dei collegamenti col trasporto pubblico nei confronti dei Comuni di prima cintura”.
E l'emergenza parcheggi?
“Ogni giorno a Milano entrano quasi 700 mila auto private. Nei parcheggi di interscambio sulla cintura milanese ci sono circa 16 mila posti. Se anche li triplicassimo incideremmo pochissimo. Quindi i posti di interscambio non dobbiamo farli alle porte di Milano ma più all'esterno, ponendo un freno ai flussi di traffico all'origine”.
Che critiche muovono i Verdi ai progetti finora presentati?
“Un primo aspetto riguarda l'area di applicazione del pedaggio. Nel definirla serve un criterio, che dovrebbe essere la presenza di una buona alternativa di trasporto pubblico. In secondo luogo le esenzioni previste sono troppe. Poi c'è l'abbonamento di cui godrebbero i milanesi, che risulterebbe quasi una sorta di licenza di scarico”.
Su cosa propongono i Verdi risponde Fedrighini.
“La prima manovra da fare – dice – è legata alle corsie riservate per i mezzi di superficie. Con mezzi pubblici più veloci e regolari avremo un servizio migliore. Nell'immediato bisognerebbe pensare ad una forma di circolazione a targhe alterne, per almeno 4 giorni alla settimana. A ticket partito, i proventi dovranno poi essere interamente destinati al trasporto pubblico”.
Come vi comporterete in Consiglio comunale?
“Il nostro atteggiamento sul voto dipenderà molto da quanto questo documento potrà essere modificato. L'introduzione del principio di base ci vede comunque favorevoli”.
R.E. con la collaborazione di Flavia Mosca Goretta di MM