Da Ecoappunti, - 10 dicembre 2006
Dobbiamo diventare il partito dei sì intelligenti; è l'unica nostra possibilità di essere utili ai cittadini e secondariamente di aumentare i nostri consensi elettorali fino a diventare una forza consistente in grado di influire sull'agenda politica del nostro Paese per essere davvero protagonisti di quel cambiamento della qualità del vivere che tutti si aspettano. Questo non vuol dire una diminuzione della conflittualità, anzi, le battaglie in difesa dell'ambiente devono essere il pane quotidiano della nostra cultura e della nostra azione politica ma l'indispensabile companatico è la progettualità. Sempre più dobbiamo aggredire sul piano della progettualità i nostri compagni di coalizione, essere più bravi ed efficaci di loro tanto sugli scenari strategici quanto nell'individuazione degli obiettivi e delle pratiche richieste.
Se il nostro Governo e il nostro Ministro non riusciranno ad orientare straordinarie risorse sul trasporto pubblico e soprattutto sul ferro in modo da consentire a chi non volesse più usare l'automobile di poter utilizzare dei mezzi alternativi, le nostre battaglie contro lo scempio del territorio che verrebbe causato da Brebemi e tangenziale Est-esterna, saranno sicuramente perdenti e anzi ci tireremo contro, cosa che sta già avvenendo, la giusta rabbia e gli insulti di coloro che costretti dalla mancanza di alternative sono obbligati ad ore di coda da soli nelle loro auto sulle strade della Lombardia.
E' questa la nostra sfida, unitaria e costruttiva, al Partito democratico e agli ambientalisti di quel partito.
A questi amici tutti i nostri auguri e il nostro sostegno, perché dobbiamo lavorare assieme e per gli stessi obiettivi anche se in partiti diversi.
Per questo troviamo sterili e anche un po' vecchie alcune polemiche di questi nostri amici sulla inutilità dei verdi, a cui qualche verde potrebbe rispondere che la presenza di ambientalisti in Ds e Margherita non ha certo cambiato la natura di questi partiti che, invece, ci troviamo spesso contro nelle lotte in difesa dell'ambiente e del territorio.
Ci vuole dunque un'assunzione di responsabilità collettiva, ciascuno dal proprio punto di vista culturale e della propria collocazione politica, ma la questione ambientale, quella vera non quella della propaganda mediatica, è ormai ineludibile.
La ricreazione è finita, siamo al governo e i problemi dobbiamo affrontarli e risolverli. Ora o mai più.