Da Ecoappunti, - 10 ottobre 2006
Un lungo elenco d'intenti, non certo uno strumento per governare e migliorare i servizi regionali. E' questa la sintesi sulla proposta della Giunta, approvata alla fine di maggio, che sta approdando al dibattito per l'approvazione in Consiglio Regionale
In questi giorni è probabile il suo licenziamento da parte della commissione consiliare. Gli emendamenti che sono giunti dalla maggioranza e dagli assessorati non hanno di certo modificato l'impianto del piano né sembrano essere stati influenzati dalle istanze e anche dalle critiche che diverse associazioni di operatori e di utenti avevano rivolto durante le numerose audizioni.
Contenuti
Sarebbe arduo sintetizzare tutto il contenuto del piano in queste poche righe, ma chi osasse leggere tutto il documento (circa 160 pagine), avrebbe l'impressione che, ancor più del precedente piano, non si abbia voluto dotare la Lombardia di uno strumento programmatorio e di governo del sistema socio-sanitario regionale. Infatti, brillano alcuni vuoti e molti silenzi che hanno fatto dire a tutto il centro-sinistra che si tratta di un lungo elenco d'intenti scollegato da un'analisi approfondita attuale e futura del quadro epidemiologico e sociale della regione e da una reale programmazione dell'utilizzo delle risorse.
Danni da inquinamento
Per fare esempi vicini ai temi più cari agli ambientalisti, chi cercasse un programma articolato d'interventi per la prevenzione e la cura delle patologie derivanti dall'inquinamento, troverebbe una pagina o due dove si dichiara pomposamente che: “Obiettivo del Piano è attuare interventi di prevenzione e riduzione della esposizione a fattori di rischio di tipo ambientale e di tipo tecnologico, nell'ottica di un approccio globale alla salute, che considera il contesto ambientale come componente rilevante nel benessere della popolazione”. Ma non troverebbe altro che un elenco di cose da fare tipo: adottare iniziative per la prevenzione di danni alla salute della popolazione connessi all'inquinamento atmosferico e del suolo; controllare la qualità delle acque destinate al consumo umano e di quelle utilizzate per la balneazione; svolgere interventi per la prevenzione dell'inquinamento negli ambienti confinati (indoor), aggiornando i requisiti igienico-sanitari delle abitazioni e degli ambienti di vita collettiva.
Non troverebbe né un analisi dell'attuale situazione, né un accenno al quadro dell'evoluzione del problema in questi ultimi anni e neppure l'indicazione delle risorse umane e finanziarie che si vogliono investire per potenziare le politiche di prevenzione e di lotta alle conseguenze negative sulla salute e sul benessere dei cittadini. Anche l'ansioso lettore che cercasse invano un minimo riferimento sugli effetti del cambiamento climatico e sulle politiche da adottare, sarebbe ancora una volta deluso.
Verifica
Così, nella Lombardia che vanta il miglior sistema informativo sanitario, la Giunta allega solo due tabelline che descrivono alcuni vecchi dati (2002) sul quadro epidemiologico dei propri cittadini e per descriverlo spende una sola paginetta. Sembra quasi che ci sia una timidezza o meglio un'anoressia descrittiva della reale situazione dello stato di salute dei cittadini lombardi.
I bilanci del recente passato poi sono vaghi e solo in seguito ad una precisa richiesta, i due assessori alla partita, Cè e Abelli, hanno presentato un bilancino degli obiettivi raggiunti nel biennio 2002 e 2004. Altra domanda potrebbe essere lecita: ma se siamo a fine 2006 perché non si è fatto il piano prima e di fatto si è saltato un biennio. Mistero. Come misteriosi ed ignoti, secondo la giunta, devono essere lasciati i dati di bilancio. Come si è speso e per cosa in questi anni. Come si spenderà il 75% delle spese correnti regionali? Nel piano invano cercherete una risposta a queste domande.