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Data: 10 ottobre 2006

Un congresso utile alle porte - Libertà di padroneggiare il proprio destino

Da Ecoappunti, - 10 ottobre 2006

Una parte delle persone ha in mano il proprio futuro e un avvenire garantito, molte altre, attanagliate dalla povertà, non hanno questa possibilità o hanno paura di perderla

La disuguaglianza sociale più profonda e drammatica è ciò a cui la sinistra consapevole deve saper rispondere.
Per la destra questa disuguaglianza è frutto di meccanismi inevitabili di selezione, economicamente giustificati, che separano vincitori e vinti; meccanismi che dovrebbero assicurare il dinamismo della società, il suo sviluppo e la sua creatività.
Il risultato è una società di separazione in cui quelli che non vivono nello stesso modo si evitano e si ignorano.
La propaganda della Casa della Libertà accusa chi vuole recuperare questa separazione di assistenzialismo; è invece vero il contrario, noi dobbiamo creare e garantire le condizioni perché ciascuno abbia, in termini egualitari, i mezzi e le possibilità di assumersi delle responsabilità e di costruire liberamente la propria vita.
La responsabilità individuale e la ricompensa dello sforzo sono valori autenticamente progressisti e dobbiamo volgere la nostra azione politica a creare per tutti le condizioni per affermarli.
Le prime fra queste condizioni sono la difesa e lo sviluppo dell'ambiente, l'istruzione, la sanità, la formazione professionale e l'accesso alla cultura.
Onorando a nostro modo queste condizioni ricostruiremo il valore del lavoro.
E' purtroppo evidente che se i genitori hanno una condizione lavorativa precaria tutta la famiglia è destabilizzata, l'incertezza di lavoro e salario mettono in difficoltà il trasmettere ai propri figli il gusto e il senso dell'impegno scolastico.
Sarà utile poi edificare l'Europa mettendola alla prova con la costruzione di due cantieri fondamentali e inevitabili: l'ambiente e la ricerca perché dopo gli sconvolgimenti climatici di questa estate non si può continuare ad accettare che l'Unione Europea non rispetti gli accordi di Kyoto e che soltanto mettendo insieme forze e competenze potremo preparare il più presto possibile il dopo petrolio e il passaggio alle energie rinnovabili.
Nessuno potrà dire che non se lo aspettava, quando, tra qualche decina di anni, scoppieranno guerre per il controllo dell'accesso all'acqua potabile.
Non abbiamo più nessuna scusa per non agire sul surriscaldamento del pianeta perché possediamo intelligenza, tecniche e potenziale di ricerca, e perché possiamo modificare profondamente i nostri comportamenti civici, produrre diversamente, spostarci diversamente, abitare diversamente e accettare la sfida.
Il riscaldamento del clima va ad aumentare ulteriormente lo scarto e la disuguaglianza tra i paesi: quelli che soffrono già per il caldo e la siccità soffriranno ancora di più e domani questi problemi ambientali saranno nuove minacce per la sicurezza.
La recrudescenza delle disuguaglianze, in un mondo tutt'altro che pacificato, alimenterà il risentimento. Gli odi nazionalisti e le febbri identitarie attizzano molti bracieri.
Le guerre preventive aggravano i problemi che sostengono di sanare.
Il primo fattore di destabilizzazione del mondo è la miseria, è l'umiliazione degli offesi, è la disuguaglianza; sono queste le cose che spingono alla violenza e permettono ogni sorta di manipolazioni.
La nostra scommessa è che i paesi poveri, in particolare quelli africani escano dalla miseria grazie a un ecosviluppo più ragionato, più solidale, più efficace.
Questa è l'unica risposta alle migrazioni della miseria.
Solo il rispetto crea la fiducia. E la fiducia nutre il desiderio dell'avvenire.
Se dal nostro congresso uscirà la consapevolezza di queste cose e la determinazione, la forza e la voglia di contaminare tutta l'Unione, quindi il governo del paese, allora vorrà dire che avremo fatto un congresso utile.