Da , - 10 ottobre 2006
E' fondamentale una fitta partecipazione locale, sentita e attiva, per la salvaguardia delle acque, non perdendo mai di vista il proposito assoluto: quello di considerare la rete di problematiche (non le singole prese a scomparti) connesse tra loro
Denunciando il degrado del fiume Ticino e delle sue acque, il non funzionamento dei depuratori, i mancati monitoraggi, le indicibili percentuali di carica batterica, gli scarichi illeciti, il non mantenimento del minimo vitale, la mancanza di impianti indispensabili di ozonizzazione e fitodepurazione (in particolare il riferimento è al depuratore di S. Antonino e al torrente Arno) e ancora il non rispetto dei parametri previsti dalla normativa europea, denunciamo altresì l'inquinamento dell'aria, uno stile di vita precario, l'arbitraria e speculata estensione cementifera. L'intenzione è quella di segnalare l'esistenza di ampie porzioni della società civile locale, di reti sociali, di associazioni ambientaliste del nostro territorio che si sono battute e si stanno battendo contro le invasioni dello “sviluppo”. Ci viene proposto, a catena, un anello dopo l'altro, un nuovo “benessere da marketing”; grandi opere: tangenziali, autostrade, treni ad alta velocità, la terza pista di Malpensa 2000… e con loro tutto ciò che ha a che fare con lo spostamento, con il viaggiatore temporaneo - il più delle volte precario. Vale a dire cementificazione ovunque: servizi alberghieri, centri commerciali, interminabili parcheggi e ancora strade di collegamento. Il tutto frutto di loschi giri di denaro manovrati dall'alto. Sviluppo? E' “sviluppo” il degrado del nostro suolo, dell'aria, dell'acqua, del vivere sociale in nome di una “crescita” in produzione, consumi, trasporto; o è sviluppo invece la valorizzazione di suolo, aria, acqua e benessere sociale, per via di una vocazione ambientalista e in nome di salute, decrescita e un futuro vivibile?
Dopo la mobilitazione del 10 settembre di quest'anno sulle sponde del Naviglio, abbiamo proseguito, perché si metta fine alle tragiche condizioni del fiume azzurro, con la raccolta delle firme sul Patto stilato dal Coordinamento Salviamo il Ticino. Nella petizione è aggiunto l'invito alle Regioni Lombardia e Piemonte a rivalutare il progetto di costituzione di un unico parco interregionale del Ticino, progetto che ha radici in una sottoscrizione del '95, poi rimasta in ombra. Ciò al fine di tutelare l'insieme delle ricchezze ambientali lungo il fiume. Al termine della campagna, petizione e firme verranno consegnate agli Assessori all'Ambiente delle due Regioni.