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Data: 10 ottobre 2006

Quale Unione, quali Verdi, in Lombardia?

Da Ecoappunti, - 10 ottobre 2006

Qualcuno sostiene che una questione settentrionale non esista. A volte, aggiunge: “Basterebbe che il governo facesse strade e infrastrutture e il centrosinistra recupererebbe consenso al Nord”.
Non ci interessa la guerra dei termini. Ci interessa evidenziare che, probabilmente, la crisi del centrosinistra in Lombardia è particolarmente anomala. Anomala perché nei paesi dell'occidente democratico lo scarto tra maggioranza e opposizione, tra le coalizioni, va assottigliandosi. Sempre più si vince per pochi voti. E' abbastanza naturale in un contesto sociale sempre più complesso nel quale le classi, le professioni e gli interessi si mescolano.
Non è una situazione normale, allora, l'incapacità di comprendere la società e di proporre soluzioni capaci di convincere i cittadini lombardi. Non chiamiamola, se volete, questione settentrionale, ma come si fa a non vedere una patologia nel 35% dei voti raccolti alle regionali del 2000 e nel 43,6% di quelli ottenuti nel 2005?
Noi ecologisti dobbiamo aiutare l'Unione a comprendere che il Nord soffre. Non solo perché non si muove più, ma anche perché qui, più che altrove, il consumo di territorio è alimentato da un sistema di finanziamento degli enti locali sempre più cementificatore e anche perché lo stress, l'inquinamento, e le città indifferenti, sono l'altra faccia della medaglia di uno sviluppo che ha paura di se stesso, e passerebbe sopra ai propri genitori pur di non perdere terreno e quote di mercato. Aiutare l'Unione a fare questo deve significare, però, anche attrezzare i Verdi per il governo di una Regione paragonabile alle aree industriali della Mitteleuropa per capacità produttiva, nuovi bisogni e nuovi diritti espressi.
I congressi nazionale e regionale dei Verdi dovranno fare anche questo: un'opera importante di elaborazione e di innovazione, a cominciare dalla sfida federalista che in Italia nacque all'interno del migliore pensiero democratico e liberale e che non può essere abbandonata alla deriva egoista e illiberale di una Lega in declino.
Il confronto ci aspetta.