Da Ecoappunti, - 10 ottobre 2006
I fiori lussureggianti si ergono come candele verso l'esterno del fogliame cercando la luce e ospitando sciami di insetti e di api. Si presenta così l'ippocastano in piena primavera quando ancora non è affranto dal troppo caldo che lo opprime specialmente in pianura. Albero la cui essenza cerca umidità ed ombreggiamento come si possono trovare nei burroni e nelle profonde gole balcaniche che gli assicurano freschezza e in cui è nato. Le giovani foglie che spuntano in primavera sono subito grandi e avvolgenti, palmate come spesso sono le foglie di piante acquatiche a cui esse assomigliano; l'andamento dei rami che tendono a scendere verso il basso per poi risalire si dispongono come un grande ombrello e la chioma tutta protegge questo albero gonfio di acqua e di linfa. Tutte le giovani parti dell'albero, le gemme, le giovanissime foglie e le nervature, il germoglio appena nato dal seme, la corteccia giovane dei giovani rami sono tutti impregnati di esculina un elemento che protegge le giovani parti dell'albero dalla luce diretta e soprattutto dai raggi ultravioletti. L'ippocastano si veste con questo elemento come se fosse un leggerissimo abito: l'esculina – che gli dà il nome botanico aesculus hippocastanum – può allora proteggere con prodotti adeguati e con creme la pelle umana dalle scottature dei raggi ultravioletti non solo di alta montagna ma anche da quelli che riflette l'acqua del mare e che provocano notevoli danni. E poi le saponine: glucosidi vegetali che formano con l'acqua soluzioni producenti abbondante schiuma, un elemento molto ricco nell'ippocastano che contribuisce a contenere i travasi di liquidi nei tessuti umani. Il sangue venoso pesante di scarti e anidride carbonica, mancante di tono e asfittico viene energizzato dai preparati a base di ippocastano. Il gonfiore dell'albero così ricco di linfa trasferisce quindi omeopaticamente sui rimedi fatti con alcune parti del suo essere la capacità di alleggerire la pesantezza delle gambe e scioglie i ristagni di acqua. Quest'albero che un pò nella sua struttura assomiglia ad una quercia ed è solenne quando fiorisce con pannocchie di fiori giallo-crema punteggiati di giallo e poi bianchi punteggiati di rosso, è molto terrestre quando alcuni di questi fiori si trasformano in pesanti frutti tondi spinosi e verdi e i semi – le castagne matte – diventano cibo per molti animali. L'ippocastano si presenta a noi ricchissimo di elementi: è così ricco di acqua da richiamare dall'etere e dalla terra tutti gli esseri invisibili che giocano con l'acqua e che aiutano le piante ad alimentarsi con essa.