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Data: 10 ottobre 2006

Emergenza smog - Lombardia ancora senza legge

Da Ecoappunti, - 10 ottobre 2006

La nuova norma contro l'inquinamento affronta solo una parte del problema e non arriverà in tempo per i problemi di quest'inverno

Al momento è questo il giudizio politico sintetico che possiamo dare sul percorso finalmente avviato dalla giunta regionale (Formigoni governa da 11 anni) per affrontare con provvedimenti organici il problema dello smog. Percorso a cui ha collaborato attivamente la Commissione ambiente del Consiglio regionale.

Situazione
Siamo alle porte di quella che ormai impropriamente viene chiamata “emergenza aria”; tra qualche giorno, come ormai da diversi anni, i bollettini dell'Arpa daranno il loro drammatico responso con il Pm10 alle stelle in tutta la regione. Però una nuova legge regionale contro l'inquinamento dell'aria ancora non c'è. E' sicuro che anche l'inverno 2006/2007 non sarà quindi quello della svolta. Annunci, convegni, speriamo approcci corretti al problema, ma interventi concreti contro l'inquinamento e il traffico sono ancora poca cosa.
Eppure i Verdi e le associazioni ambientaliste hanno con rigore scientifico e con insistenza chiesto che la qualità dell'aria che i cittadini respirano fosse messa in cima alle priorità dell'azione della giunta Formigoni e della maggioranza di centrodestra.
Proposte

Vale la pena di ripercorrere le questioni fondamentali che abbiamo posto in questi ultimi mesi e che hanno trovato un importante riscontro in molti comuni capoluogo e province della nostra regione. In particolar modo ci riconosciamo molto nelle richieste espresse in un documento a firma degli assessori Dal Conte di Cremona, Sacchi e Balzamo di Pavia, Uggetti di Lodi, Saletta di Mantova, Brunelli di Brescia, Erba di Monza, Amorino di Bergamo, Fimiani di Sesto San Giovanni .
Abbiamo preparato alcuni emendamenti scritti in una forma che dovrebbe favorire la loro accettazione senza rinunciare in alcun modo alle questioni di principio che riteniamo debbano in qualche maniera rendere quanto meno utile questa nuova legge al momento in larga parte inadeguata. La prima questione oggetto di emendamento riguarda il riconoscimento dell'intera Regione Lombardia e le Regioni della Pianura Padana come aree critiche per la qualità dell'aria perché alcuni parametri definiti dalla Ue – in particolar modo il Pm10 e l'ozono - vengono sistematicamente superati.
Questo non vuol dire prevedere in modo meccanico ed ideologico interventi di contenimento del traffico eguali sia a Milano che a Morbegno in Valtellina. Al contrario proponiamo di prevedere Piani di Azione specifici (piani di emergenza e finanziamenti per mobilità sostenibile e abbattimento delle emissioni da traffico e da impianti civili e industriali) per aree e contesti territoriali omogenei quali aree metropolitane, aree di pianura e aree di montagna.
Interventi

Sempre su questo tema intendiamo dare importanza, anche sulla base di indagini molto accurate svolte dal Comune di Brescia, a interventi coordinati su autostrade e strade di grande percorrenza, come quello di limitare la velocità degli autoveicoli che comporta riduzioni significative degli inquinanti emessi. Una seconda questione molto importante riguarda la responsabilità di “chi fa cosa come e dove” abituati da anni allo stile di Formigoni che è quello di fare annunci a cui non seguono finanziamenti e interventi concreti. Per questo prevediamo di avere ambiti di “consultazione” con tutti i soggetti pubblici e privati interessati ma di costituire “la cabina di regia degli interventi di prevenzione e di emergenza” solo con le Province e i Comuni capoluogo lombardi. Un organismo snello, in grado di prendere decisioni con la dovuta tempestività di fronte a situazioni di emergenza.
Mobilità e immissioni
La terza questione riguarda un problema strutturale e di approccio all'inquinamento dell'aria ed è quella di mettere in relazione in modo pregnante e integrato, la riduzione delle emissioni in atmosfera con la mobilità generale e il miglioramento dei servizi di trasporto pubblico locale comprese le forme di trasporto collettivo.
Ecotasse

Infine l'ultima questione riguarda le risorse finanziarie da reperire per davvero, al di là degli annunci.
Per questo proponiamo di promuovere in Lombardia la riconsiderazione dei tributi ambientali agendo sull'acquisto, l'immatricolazione e il bollo di circolazione delle auto, sui combustibili, sulla estensione della tariffazione dei parcheggi urbani e su forme di road pricing, pollution charge e congestion charge di concerto con gli Enti Locali interessati. L'importante è che queste modifiche siano improntate su principi di equità e differenziate solo secondo livelli di inquinamento prodotto, consumo di carburante e occupazione di spazio e soprattutto che gli introiti derivanti siano finalizzati esclusivamente al potenziamento del trasporto pubblico locale e a interventi di contenimento delle emissioni dei veicoli privati. Abbiamo poi chiesto che questa legge sia assoggettata alla “clausola valutativa” che richiede ai soggetti incaricati (la giunta regionale) dell'attuazione della legge, di produrre, elaborare e infine comunicare all'organo legislativo ( il consiglio regionale ) le informazioni necessarie a conoscere tempi e modalità di attuazione e a valutare le conseguenze che ne sono scaturite per i suoi destinatari diretti e, in ultima analisi, per l'intera comunità regionale. Il nostro non è un approccio nuovo ma solo una sintesi, ormai consolidata e confermata da indagini scientifiche, di un lavoro che da tempo portiamo avanti su queste tematiche, purtroppo il tempo stringe, e ancora una volta Formigoni è altrove.