monguzziSaponaro

Chi siamo

Storia del Gruppo Verdi in Consiglio Regionale della Lombardia

Carlo Monguzzi

Marcello Saponaro

Contatti

Attività del Gruppo

Vertenze

Tematiche

Dossier

Comunicati stampa

Attività istituzionali

Appuntamenti

Ecoappunti

L'archivio di Ecoappunti

I Fondamentali

Costituzione della Repubblica Italiana

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Protocollo di Kyoto

Carta Globale dei Verdi

Normativa

Selezione (arbitraria) delle normative vigenti

Collegamenti

Altri collegamenti


Iscriviti alla newsletter del Gruppo Regionale

Cerca


Sito denuclearizzato

Data: 4 maggio 2006

Vent'anni dopo - Chernobyl

Da Ecoappunti, - 4 maggio 2006

All'una e ventitré del 26 aprile 1986, il quarto reattore della centrale nucleare, esplose. Da quel momento tutto il mondo fu toccato dalla radioattività ma Biolorussia, Ucraina e Russia hanno subito un disastro incalcolabile

Dall'impianto sovietico sono usciti, si valuta, oltre 3 milioni di curie di cesio 137 e 47 milioni di curie di altri radionuclidi con conseguenze disastrose. Non sappiamo quali saranno quelle a lungo termine sulla salute di chi vive nelle zone ad alto inquinamento radioattivo e ci fanno paura coloro che, con esperienze insignificanti in termini di tempo, cercano di sminuire i rischi da radioattività. Conosciamo però sempre di più la situazione attuale di quelle zone, specie della Biolorussia: interi paesi abbandonati, leucemie, tumori tiroidei quadruplicati e nei bambini aumenti anche di 70 volte, impoverimento e disgregazione sociale.
La catastrofe iniziata in quel momento continua oggi e si prolungherà molto in là nel tempo. Fortunatamente la centrale è oggi ferma, ma il pericolo non è scongiurato, lo stato del “sarcofago”, l'immensa “bara di cemento” costruita dopo l'incidente per arginare la fuoriuscita dal reattore 4, è in una situazione di estrema precarietà e in attesa di un ulteriore intervento. Oggi oltre dieci milioni di persone continuano a vivere nell'area contaminata (metà dell'Italia), persone che quotidianamente mangiano cibo radioattivo e bevono acqua contaminata.
L'attualità di Chernobyl riguarda anche il presente di tutti noi. Negli ultimi anni si assiste ad un lento e sotterraneo ritorno al nucleare, l'ingresso nell'Unione Europea di diversi paesi dell'Est avviene pur rimanendo in quegli Stati funzionanti numerosi impianti nucleari di vecchia generazione simili a quello di Chernobyl.
E' vero che l'energia nucleare permette di contenere le emissioni di agenti inquinanti e ad effetto serra, vanno però considerati anche i seguenti aspetti: i costi di costruzione, di smaltimento delle scorie, manutenzione, sorveglianza militare e infine smantellamento delle centrali nucleari sono elevatissimi e nessuna impresa privata è in grado di sostenerli. Lo Stato deve necessariamente intervenire a copertura delle spese.
La British Energy , il colosso del nucleare che produce quasi un quarto dell'energia elettrica britannica, ha registrato perdite per diversi miliardi di euro (Sole 24 Ore). Il costo di produzione dell'energia nucleare inglese è infatti decisamente superiore ai prezzi di vendita.
Dove esiste un mercato competitivo dell'energia, nessun paese investe nel nucleare. Soltanto i paesi con il monopolio (Francia, Giappone ed alcuni altri) continuano a farlo.
La preoccupazione per il Piano nucleare in Iran rende esplicito il legame tecnologico tra la produzione civile di energia nucleare e l'industria bellica.
Nessun problema riguardante la sicurezza nello smaltimento delle scorie nucleari è stato risolto e continua a creare angoscia e preoccupazione nell'opinione pubblica come a Scanzano in Basilicata.
A tutto questo si aggiunge poi, dopo l'attentato dell'11 settembre in America, il rischio e l'incubo del terrorismo nucleare.
Sebbene Chernobyl per molti rappresenti solo un ricordo, per le popolazioni colpite dal disastro è tuttora sinonimo di una emergenza gravissima. Vent'anni dall'incidente nucleare ma anche anni di solidarietà. Dopo Chernobyl in tutta Italia e in gran parte dei paesi europei si è affermata una pratica di accoglienza dei bambini provenienti dalle zone contaminate. Sono migliaia quelli ospitati dalle famiglie e dai Comitati Chernobyl che hanno potuto usufruire di una vacanza terapeutica, vacanza ma soprattutto visite mediche e una alimentazione sana che, secondo i dati dell'Enea, riduce la possibilità di contrarre malattie particolarmente penose specie nei bambini.