Data: 4 maggio 2006
Provincia di Pavia
Da Ecoappunti, - 4 maggio 2006
Potenziare la vocazione ambientale e turistica, riqualificare la rete viaria esistente contro il progetto della Broni-Pavia-Mortara e migliorare i collegamenti ferroviari, tutelare e rilanciare la vocazione agricola della Lomellina, sostenere l'innovazione delle industrie esistenti e valorizzare l'agricoltura di qualità, redigere un piano energetico provinciale e un piano organico per lo maltimento dei rifiuti
Le parole d'ordine che caratterizzano il programma dei Verdi e dell'intero centrosinistra, impegnati nella corsa elettorale per le provinciali di Pavia a sostegno del candidato sindaco Andrea Albergati, ex sindaco di Pavia della Margherita, parlano di sviluppo sostenibile, di rispetto del territorio. Un programma e un nome, quello di Albergati, su cui i Verdi e le altre forze dell'Unione hanno trovato subito ampie convergenze, come condivisa è stata la decisione di puntare su candidature che seguissero la logica delle competenze e della conoscenza del territorio. I Verdi, che corrono insieme all'Italia dei Valori e al Pdci, presentano in lista le candidature di Nicola Pecorella, Alice Quagliato, Giovanna Cerri , Alberto Moggi, Elisabetta Moretti , Graziella Toia, Giuseppina Balzamo. Albergati avrà di fronte Vittorio Poma, il candidato della Casa delle Libertà che, però, ha perso per strada pezzi di Lega Nord. Le critiche che il centrosinistra muove all'amministrazione provinciale di centrodestra che ha governato negli ultimi dieci anni si appuntano, tra l'altro, sullo sforamento del patto di stabilità di oltre il 6%, sulla mancanza di una politica capace di fronteggiare il progressivo impoverimento del tessuto economico pavese e sui velleitari progetti, rimasti sulla carta, di implementazione delle infrastrutture ferroviarie che fanno il paio con il sostegno a grandi opere viabilistiche come l'autostrada regionale Broni-Pavia-Mortara, giudicata dai Verdi e dall'Unione dannosa per l'ambiente e inutile al fine del miglioramento della mobilità. Da qui la necessità di un cambiamento di marcia nell'affrontare i problemi del territorio pavese e di un programma veramente alternativo rispetto a quanto fatto (o non fatto) negli ultimi dieci anni, in grado di valorizzare le potenzialità di una provincia ricca di risorse e di talenti quale quella pavese.