Data: 4 maggio 2006
Partigiana ambientalista - L'attualità di Laura Conti
Da Ecoappunti, - 4 maggio 2006
Per molti di noi questo nome richiama alla mente una persona, un'amica, una intellettuale di frontiera, una combattente, e suscita emozione. Scomparsa a Milano nel maggio ‘93, era nata a Udine nel 1921
Laura Conti , studentessa in medicina, fece parte del Fronte della gioventù con l'incarico di far propaganda presso le caserme. Arrestata nell'agosto del '44, fu internata nel campo di smistamento di Bolzano in attesa di venir trasferita in Germania. Tornata libera, nel'49 si laureò in medicina. In Austria si specializzò in ortopedia e si trasferì a Milano, dove alla professione di medico affiancò l'impegno politico nel Pci e l'attività di divulgatrice e scrittrice. Tra il 1960 e il 1970 fu consigliere alla Provincia di Milano. In questa veste affrontò i problemi delle ragazze-madri e si occupò di psichiatria infantile.
Tra il 1970 e il 1980 fu consigliere regionale e lavorò al primo piano ospedaliero della Regione Lombardia.
Quando, il 10 luglio 1976, da una fabbrica di Meda, a nord di Milano, uscì una nube tossica contenente molti chili di diossina - una sostanza allora quasi sconosciuta che ricadde sul territorio della vicina Seveso - Laura Conti fu vicina agli abitanti spaventati, alle bambine con la faccia segnata dalla cloracne - quelle “lepri con la faccia di bambina” a cui dedicò un commovente libro - e alle donne di Seveso, spiegando i pericoli che le autorità cercavano di mascherare o minimizzare.
Con l'incidente di Seveso il nome di Laura Conti fu conosciuto dal grande pubblico: per il coraggio e la profonda umanità con cui condusse una durissima campagna contro quanti volevano eludere responsabilità politiche e civili. Da questa esperienza nacque il celebre libro “Visto da Seveso”.
In anni in cui la questione ambientale era ancora considerata secondaria, Laura Conti introdusse in Italia le prime riflessioni sullo sviluppo-zero, sulla limitatezza delle risorse, sul nesso tra sviluppo industriale e distruzione della natura. Il suo libro “Che cos'è l'ecologia” divenne la base di formazione del nascente movimento ambientalista italiano.
Convinta che la cultura ambientalista dovesse tradursi operativamente in pratica politica, lavorò alla fondazione di “Legambiente” di cui fu presidente del Comitato scientifico.
A Milano collaborò e fu nel direttivo della “ Casa della Cultura ”, fondò e diresse l'associazione “Gramsci”. Frequentò assiduamente il centro di contro-informazione sulla salute “Medicina democratica” fondato da Giulio Maccacaro. Fu deputato parlamentare dal 1987 al 1992.
L'ambientalismo di Laura Conti aveva una componente antica, che veniva da lontano: una componente di fortissima umanità che affondava le sue radici proprio nell'esperienza della Resistenza. Queste radici erano condivise con un'altra figura indimenticabile della Milano “illuminata”: Ercole Ferrario. Vite parallele le loro, con una comunanza di attenzione all'uomo e ai più deboli. Spirito critico, affabulatrice unica e instancabile divulgatrice, nasce con Laura Conti la “ecologia narrata”, la capacità cioè di collegare tra loro elementi apparentemente sconnessi per arrivare a delle conclusioni sempre originali.
Le piaceva ripetere che “Ora è più difficile di ieri, ma è più facile di domani”, che bisogna darsi da fare, che non basta studiare. Insomma, le piaceva dire con una poesia di Gianni Rodari: “Un signore di Scandicci / buttava le castagne / mangiava i ricci. / Un suo amico di Lastra e Signa / buttava i pinoli / e mangiava la pigna.
Un suo amico di Prato / mangiava la stagnola / e buttava il cioccolato. / Tanta gente non lo sa / e dunque non se ne cruccia: / la vita la butta via / e mangia solo la buccia.”