Data: 4 maggio 2006
Il commissario al traffico - Nelle belle piazze i box di Albertini
Da Ecoappunti, - 4 maggio 2006
“Fanno il deserto e lo chiamano piano parcheggi, via gli alberi, via l'ossigeno da piazza Novelli,
via Bazzini, Darsena, via Vittadini, piazza Gobetti, piazza Leonardo da Vinci, piazza Libia, largo V Alpini, Largo Rio de Janeiro, Piazza Bernini, piazzale Lavater, piazza Oberdan, piazzale Dateo, via Marina, Martesana…” Così dice un manifesto dei comitati milanesi
In questi anni i cittadini propositivi, che si battono per la vivibilità dei quartieri, hanno chiesto regole e vincoli che tutelino i reali bisogni della città, nella realizzazione di parcheggi sotterranei sotto luoghi storici, e per questo pregevoli dal punto di vista architettonico e ambientale, dal forte impatto sulla vita degli abitanti.
I comitati e gli abitanti hanno riconosciuto l'esigenza di costruire parcheggi, ma si oppongono a quei progetti di strutture sotterranee che sventrano giardini, inghiottendo aree giochi, e zone monumentali, luoghi con un gran valore ambientale, sociale e culturale unici. Nella migliore delle ipotesi per due-tre anni niente più spazi dover potersi rilassare leggendo un libro, il giornale, dove far giocare i bambini, dove fermarsi a far quattro chiacchiere con la vicina, dove mangiare all'aria aperta il panino nella pausa pranzo.
Per questo lasso di tempo solo nuvole di polvere, l'assordante rumore dell'escavatrice, del buldozer, un gran via vai di camion, che caricano e scaricano tonnellate di materiali. Dopo certamente ulteriore traffico, ulteriore inquinamento. Quartieri da cui scappare appena possibile. Anche in via Bazzini, sino a qualche giorno fa vi era un giardino ricco di alberi, una piccola oasi di verde incastonata tra i palazzi di un popoloso quartiere. Alla vigilia delle vacanze di Pasqua per far entrare le ruspe sono arrivati all'alba cinquanta poliziotti, in assetto antisommossa, due cordoni di polizia contro gli abitanti, alcuni scesi di corsa da casa con ancora le pantofole ai piedi. Per due giorni la gente del quartiere ha difeso il giardinetto, presidiando l'area sin dalle prime luci del giorno, sperando di far capire al Sindaco quanto fosse importante quel piccolo gioiello verde. Ma nel nome del pubblico interesse, bisogna realizzare i box sotterranei in quell'area, nessuna alternativa è possibile. In meno di un'ora il giardino di via Bazzini, espressamente riservato ai bimbi, è stato raso al suolo. Era finanche vietato l'ingresso ai cani, le ruspe, invece, non hanno subito alcun divieto, la difesa degli interessi immobiliari, ancora una volta, ha prevalso sui bisogni espressi dai cittadini.