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Data: 4 maggio 2006

Al voto il 28 e il 29 maggio 2006 - Un forte progetto pubblico per Milano

Da Ecoappunti, - 4 maggio 2006

Maurizio Baruffi guida la lista dei Verdi a Palazzo Marino, negli scorsi cinque anni è stato tra i consiglieri più attivi dell'opposizione di centrosinistra. Le sue battaglie per la mobilità ciclabile, per i diritti degli animali, contro le antenne per la telefonia mobile nei centri sportivi, contro la realizzazione dei parcheggi sotterranei sotto le piazze storiche, e contro la deturpazione del panorama milanese a causa della proliferazione di sottotetti di ogni tipo, sono state tra quelle che più hanno infastidito e obbligato la giunta Albertini a cambiare i suoi orientamenti, che, ovviamente, e aggiungiamo noi purtroppo, non sono diventati ecologisti
Dieci anni di centrodestra al governo, la città è un cantiere, l'economia, che spesso genera precarietà, va, anche se ci sono segnali contraddittori. Milano, pur rimanendo sempre al centro del sistema produttivo che traina l'Italia, sembra, però, incompiuta rispetto allo sviluppo delle altre grandi città italiane, perché?
Milano manca di un forte progetto pubblico che dia un senso collettivo alle molte energie degli operatori privati che sono all'opera sul territorio cittadino. Veder svettare le gru sui tetti della città può far piacere a qualche incallito sviluppista, convinto che l'unico modo per far crescere un tessuto economico sia quello di costruire il più possibile, ma noi abbiamo un'idea alternativa di futuro economico e sociale. D'altro canto il sindaco uscente ha sempre sostenuto che un maggior volume di traffico automobilistico in città significa maggiore ricchezza. Ignorando che la sfida dell'economia nel nostro secolo è quella di coniugare al benessere economico anche la qualità della vita. Più cultura, più salute, più aree pubbliche attrezzate, più giardini di quartiere, più parchi di cintura metropolitana. E di contro meno inquinamento, meno congestione, meno sfruttamento selvaggio e intensivo del territorio, meno stress, meno cemento. E' ora di mettere fine agli anni del liberismo sfrenato delle giunte Albertini e di tornare a pensare che la città, le aziende pubbliche, Milano, sono un patrimonio collettivo dei suoi abitanti, non una vacca da mungere perché si arricchiscano alcuni speculatori immobiliari e un pugno di affaristi senza scrupoli.
 
Governance, government, la politica. E ' necessario dividere nettamente queste tre parole per provare a governare il centro dell'area metropolitana della Pianura Padana, in che modo?
Al contrario. E' necessario mettere in stretta connessione le scelte della politica con le tecniche di governo dei problemi e del territorio. Faccio un esempio concreto. A Milano esistono alcune aree pubbliche di grandi dimensioni che ospitano funzioni un tempo necessarie nel cuore della città, oggi decentrabili in ottica metropolitana. Parlo dei mercati generali, delle caserme, ma anche delle aree di servizio delle stazioni ferroviarie. E poi c'è tutta la vicenda dei poli universitari e di quelli ospedalieri, quasi tutti incastrati nel cuore della città ma utilizzati quotidianamente da una grande quantità di persone che arrivano a Milano da tutta la Lombardia, dal Piemonte, dall'Emilia. Milano deve ragionare con la Provincia, la Regione, l'amministrazione statale e quella delle ferrovie sugli assetti e gli equilibri che vuole ristabilire nel suo territorio per ridurre e redistribuire la pressione, ma anche l'indotto economico, di queste attività. Il sindaco di Milano deve iniziare a ragionare come il perno di un bacino di almeno cinque milioni di persone, senza supponenza nei confronti degli altri enti, ma neppure senza la consapevolezza di quali siano le sue sostanziali competenze. Il paradosso, se vogliamo, è che il sindaco di Milano venga eletto non dai frequentatori della città, ma solo dai suoi residenti, che sono un corpo sociale e anagrafico assai differente da quello dei milanesi della quotidianità operativa e lavorativa.
 
Casa, inquinamento, traffico. Sono ai primi posti delle richieste dei milanesi, ci sono stati, e ci sono tuttora, conflitti su questi temi, come affrontare questi temi?
Per quanto riguarda la casa utilizzando a pieno e al meglio il patrimonio abitativo esistente, non solo quello pubblico ma anche quello privato. Gli alloggi sfitti nelle case popolari gridano vendetta al cielo per la pessima gestione della cosa pubblica, ma sul patrimonio privato va utilizzato la leva fiscale per incentivare gli affitti (regolari!)e penalizzare la speculazione immobiliare.
Il tema del traffico e quello dell'inquinamento sono strettamente connessi. Per il traffico vale il principio fondamentale del rafforzamento del trasporto pubblico su ferro su scala regionale e metropolitana , innanzi tutto. Poi, all'interno della città, bisogna rendere sempre più semplice la vita ai ciclisti e agli utenti dei mezzi pubblici di superficie, oggi penalizzati da una gestione economicistica di Atm che, pur di risparmiare qualche soldo in bilancio, ha penalizzato di molto la qualità del servizio offerto. Ovviamente una riduzione dei volumi di traffico privato non potrebbe che portare grandi benefici sotto il profilo dell'inquinamento. Su questo versante bisogna poi agire anche in relazione ai sistemi di riscaldamento e raffreddamento degli edifici e, più in generale, sul modo di costruire e ristrutturare le case secondo criteri di efficienza e di risparmio energetico. Se le nuove costruzioni milanesi avessero l'obbligo dei pannelli solari sui tetti, già avremmo fatto un gigantesco passo in avanti.
 
Cinque anni a Palazzo Marino, all'opposizione, che esperienza politica e umana sono stati?
Dal punto di vista umano il rapporto con i cittadini è stato assolutamente positivo e mi ha fatto imparare molte cose. Ho conosciuto decine di persone appassionate che si fanno in quattro per affrontare con intelligenza vertenze collettive e trovano sempre di fronte un'amministrazione sorda, burocratica e indifferente. Se noi dovessimo andare al governo della città dovremmo prima di tutto cambiare metodo. Ogni scelta, ogni decisione, ogni situazione anche conflittuale deve essere vissuta con trasparenza e partecipazione. Qualsiasi intervento pubblico va fatto con il consenso dei cittadini interessati. Politicamente ho trovato assai rilevante la compattezza dell'Unione che in cinque anni ha sempre tenuto testa con grande caparbietà all'arroganza delle destre. Devo ringraziare in particolare Sandro Antoniazzi, che è stato il coordinatore dell'opposizione di centrosinistra, e ha saputo spesso sacrificare la propria visibilità in favore del lavoro collettivo e del gioco di squadra.

Cosa non vorresti più vedere nella Casa dei milanesi?
Vorrei che innanzi tutto che i milanesi si sentissero a casa in piazza della Scala e a Palazzo Marino. Ma vi pare possibile che ogni volta che un gruppo di cittadini manifesta davanti al Palazzo per dire la propria sull'amministrazione della città vi debbano essere in piazza della Scala delle transenne per tenere i manifestanti lontani dall'ingresso del Municipio ?

Cosa vorresti che facesse come prima cosa Bruno Ferrante se dovesse diventare sindaco, non mi riferisco necessariamente ad un'opera pubblica?
Mi piacerebbe andare insieme a lui in bicicletta a fare un giro per i giardini e i monumenti di Milano che sono a rischio a causa dello sciagurato Piano parcheggi di Goggi. Con un elenco e un pennarello nero. Per cancellare dall'elenco tutti i progetti distruttivi che sono da buttare nel cestino e per segnare con un asterisco tutte le aree da risistemare e da piantumare. Per fare di Milano una città più verde, per darle un'aria più respirabile, una dimensione più vicina ai desideri dei bambini e degli anziani.

Cinque anni fa lo slogan elettorale di Baruffi fu il candidato fuoriluogo, e il riferimento era ai temi ecologisti, dalle libertà civili alla qualità della vita urbana, che non avevano cittadinanza nell'amministrazione comunale milanese. Quegli argomenti ora fanno parte dell'agenda politica della città, grazie al lavoro in consiglio comunale, dei Verdi e dei cittadini, che sono tornati ad occuparsi della cosa pubblica. Questo avviene nonostante l'ostinata avversità della giunta Albertini. Continuiamo a portare a Palazzo Marino le istanze dei fuoriluogo.