Data: 4 febbraio 2006
Viabilità Est Milano - Le strade dei Comuni
Da Ecoappunti, - 4 febbraio 2006
Il quadrante Est della provincia di Milano da anni è messo in ginocchio da una congestione
del traffico insostenibile, situazione per altro comune ad altre zone della provincia. I sindaci hanno avanzato proposte alternative, serie, concrete, fattibili
La coalizione di centrosinistra le ha fatte proprie nel suo programma elettorale e le ha confermate, come Amministrazione provinciale, con la delibera di Giunta del febbraio 2005 (parere negativo sul progetto di Tangenziale Est Esterna e adesione alle proposte dei Comuni).
La Regione non ha voluto tenere conto del parere delle amministrazioni locali e ha ottenuto dal Governo il parere favorevole del Cipe (Comitato interministeriale di programmazione economica). Parere limitato alla parte tecnica poiché, in carenza completa di risorse, non era possibile approvare il relativo piano finanziario: 1.742 milioni di euro per realizzare il progetto non sarebbe facile trovarli anche per l'auspicabile nuovo governo Prodi.
Alla fine dell'anno scorso il presidente della giunta Roberto Formigoni , a seguito della delibera Cipe, ha scritto una lettera indirizzata ad Anas, Provincia di Milano e Provincia di Lodi, chiedendo di avviare un Accordo di Programma che “stabilisca le azioni, i metodi e i tempi per garantire la realizzazione dell'infrastruttura”.
E' quanto meno curioso che la Regione proponga a due Province di darsi da fare per realizzare un'opera per la quale le stesse Province hanno già dato formalmente parere negativo.
Ma è grave che l'assessore ai trasporti e alla viabilità della Provincia di Milano proponga alla giunta una delibera di adesione alla richiesta formigoniana. Per il momento la delibera è stata rinviata al mittente grazie ai Verdi che, pur giudicando utile un accordo con la Regione, ritengono si debba fare su basi e con obiettivi ben differenti.
I Verdi chiedono agli altri alleati in Provincia di Milano di abbandonare le indecisioni sterili e di mettere in campo azioni concrete per risolvere i problemi di traffico nel solco delle indicazioni tracciate nel programma elettorale, e nel dettaglio propongono quattro azioni.
Elaborazione rapida di un progetto complessivo che prenda le mosse dalla proposta dei sindaci, tenga in considerazione tutta la rete della mobilità e comprenda anche il potenziamento del trasporto collettivo (impegno già scritto nero su bianco nella delibera provinciale del febbraio 2005).
Elaborazione rapida di un piano finanziario che consenta di rendere credibile il progetto alternativo (anche per questo aspetto ci sono sul tappeto proposte serie che possono fare a meno di improbabili finanziamenti dello Stato), integrata dalla vendita delle quote di Autostrade Lombarde (BreBeMi) e di altre partecipazioni non strategiche (questo consentirebbe di reperire rapidamente le prime risorse da destinare alla realizzazione delle opere più urgenti nell'ambito del progetto alternativo);
Scioglimento della Tem spa (di cui la Provincia detiene la maggioranza) o, in alternativa, modifica sostanziale del suo statuto.
Ricorso al Tar contro la delibere Cipe del 29 luglio 2005 e richiesta al prossimo Governo nazionale di procedere ritiro della delibera stessa.
Lo studio avanzato dai sindaci prevede soluzioni efficaci che costano meno di un terzo e che, soprattutto, sono realizzabili molto più velocemente e per fasi successive.
Tra una proposta tecnicamente sbagliata e molto costosa, e una tecnicamente efficace e molto meno costosa, non ci dovrebbero essere tentennamenti decisionali. Ma se l'Amministrazione provinciale di Milano non si muove, è facilmente prevedibile che la congestione veicolare dell'Est Milano sia destinata solo a peggiorare.
La fiducia dei Verdi nella coalizione provinciale di centrosinistra e nel suo Presidente non era e non è in discussione, ma le fiducie reciproche devono essere confermate giorno per giorno con concrete azioni di governo in linea con gli impegni elettorali.