Data: 4 febbraio 2006
Salviamo capra e cavoli
Da Ecoappunti, - 4 febbraio 2006
I cavolini di Bruxelles sono eccellenti alimenti come le altre specie della loro famiglia, le crocifere. Esseri vegetali molto terrestri e robusti, germinano velocemente e sviluppano un apparato radicale ben saldo nel suolo e si espandono con una certa velocità con grande proliferazione di foglie. Quando la crescita ristagna si formano germogli carnosi, nei cavolini i frutti si sviluppano all'ascella delle foglie della pianta. La raccolta si esegue a scalare, si raccolgono prima che si aprano quando sono ben compatti, dal basso verso l'alto. A novembre la raccolta è stata all'ultimo cavolino strappato alla bocca di Celtis, il capretto del libero orto, golosissimo di questo ortaggio. Così abbiamo capito come mai si associano sempre le capre ai cavoli nei detti popolari, mai lasciare queste bestioline sole nelle vicinanze di questi ortaggi, si può però arrivare ad un concordato: dopo un po' di cavolini mangiati, anzi divorati, Celtis accetta di mangiare altro.
Il cavolo non si mangia a merenda: ricco di sostanze benefiche, di protidi, lipidi, glucidi, fosforo, calcio, ferro, vitamine del gruppo B e vitamina C vitamina A, e la D antirachitica perché è un grande vegetale molto esposto alla luce e assorbente luce, rende però la digestione molto laboriosa.
Lo zolfo che contiene agisce sull'apparato respiratorio e favorisce l'assorbimento dell'ossigeno attraverso le cellule. Esistono trattati sul perché bisognerebbe avere un'alimentazione con buone dosi di cavoli.
I nostri cavoli sono cresciuti bene perché i rosmarini e i pomodori cresciuti accanto hanno allontanato la cavolaia. Si sconsiglia la consociazione con altri cavoli, aglio, cipolla e patate.
Le semine si fanno in semenzaio da maggio a luglio e si trapianta dopo circa 40 giorni a distanza di 50- 60 cm .
Gli spazi nell'orto sono vitali per gli animali che si aggirano liberi e alcuni sono stati salvati da sicuro macello. La capra, qualche coniglietto, Rosina ed Ernesto (chioccia e gallo), nobilissima coppia che chiacchiera tutto il giorno ruspando in giro per il prato e che si chiama a vicenda quando uno di loro trova qualche bocconcino. Celtis è perspicace ed estremamente affettuoso oltre che caparbio. I coniglietti vanno e vengono e sconfinano nell'orto ma alla fine ogni cosa ritrova il suo equilibrio anche quando rosicchiano giovani piantine. Anche le piante percepiscono sicuramente questo grado di interazione. Il vecchio albero di pere non è stato abbattuto, e ci sembra contento che sia rimasto lì ad ombreggiare le insalate.
Una notte di neve, a fine novembre, Celtis è stato prelevato dalla propria casetta ed è stato ucciso da qualcuno che ha scavalcato il muro: Abbiamo ritrovato i suoi resti. Non c'è limite al cannibalismo umano.
Siamo andati a prendere due galline faraone tolte da una prigione-allevamento. Hanno le ali mozzate e non possono più volare. Dopo la morte del capretto cerchiamo tutti un nuovo equilibrio.
Aspettiamo di nuovo il picchio che venga a fare il nido sul bagolaro, celtis australis appunto.