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Data: 4 febbraio 2006

Proposta di legge - Sostegno all'equo solidale

Da Ecoappunti, - 4 febbraio 2006

Avete mai pensato che bere un caffè o un altro non è solo una questione di gusto, bensì di quello che è giusto (fare)? Che una nostra scelta di consumo inconsapevole può essere l'ultimo indispensabile anello di una catena di sfruttamento dei lavoratori e dell'ambiente? Che fare la spesa è un atto importante quasi come votare?
Sì? Allora probabilmente conoscete già il commercio equo e solidale, una forma di scambio alternativo che, attraverso una relazione paritaria tra tutti i soggetti coinvolti nella commercializzazione (dal produttore al consumatore), promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e l'ambiente, crescita del consumo critico e delle forme della cittadinanza attiva.
La vostra risposta è no? Si può ancora rimediare, e un progetto di legge presentato da Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi vi potrà aiutare. Il Pdl n° 128 ha come obiettivo il sostegno al commercio equo e solidale in Lombardia, anche attraverso iniziative di sensibilizzazione e formazione sul territorio.
Il commercio equo è una realtà importante per la Lombardia, regione in cui operano circa 150 Botteghe del Mondo (punti di vendita prioritari dei prodotti del commercio equo e solidale) e una delle sei centrali italiane d'importazione dei prodotti.
Il Pdl accoglie gli appelli dell'Unione Europea e del Parlamento italiano e invita la Regione Lombardia a istituire la Giornata regionale del commercio equo e solidale e a costituire un apposito capitolo di bilancio con cui finanziare attività e progetti.
Le organizzazioni per accedere ai finanziamenti dovranno iscriversi a un albo regionale, sempre che rispettino precisi standard, quali essere senza fini di lucro, avere un fatturato che almeno per il 70% provenga da vendita di prodotti del commercio equo e aderire alla Carta italiana dei criteri del commercio equo e solidale.
Richieste che non devono sembrare eccessive, poiché proteggono la specificità culturale, commerciale ed etica del commercio equo dall'ingresso nel settore di multinazionali che, attirate dai guadagni in crescita e dalla possibilità di ripulire la propria immagine, stanno entrando nel settore.
Il Commercio equo e solidale è invece concreto strumento di azione sociale e politica, punto di incontro tra l'associazionismo locale (la gestione delle Botteghe è spesso affidata, in tutto o in parte, a volontari) e la cooperazione internazionale, tra il micro e il macro, tra il locale e il globale. Quindi, pensa globale, agisci locale, compra equo!