Data: 4 febbraio 2006
Progetto - Contro le discriminazioni sessuali
Da Ecoappunti, - 4 febbraio 2006
Non sono i pacs, non viene istituito il “matrimonio gay regionale”. Con la proposta di normativa “contro le discriminazioni da orientamento sessuale e di genere” i Verdi, Rifondazione, DS, Italia
dei Valori e Pdci vogliono semplicemente affermare, nella pratica, con azioni concrete, nuovi diritti e tutele a favore di omosessuali, transessuali e transgender
La Toscana è stata la prima e, fino ad ora, l'unica Regione ad aver approvato una legge regionale in questa materia. Altre sono in discussione in Piemonte e in Emilia Romagna.
In ognuna di queste leggi vengono definiti norme per tutelare gli omosessuali dalle discriminazioni, siano esse della società o delle istituzioni.
I diritti, il più importante: quello di scegliere la persona che può decidere la terapia qualora, a causa di malattia o incidente, la persona non sia in grado di esprimersi. Inoltre, il diritto del compagno o della compagna ad assistere in ospedale, pur non essendo parte della famiglia canonica. Le tutele: contro la discriminazione nei luoghi di lavoro, nell'informazione, nel settori del commercio e del turismo. Anche con sanzioni pecuniarie, qualora vengano riscontrati trattamenti discriminatori a gay e transessuali.
E inoltre politiche attive di promozione della cultura della diversità nel campo dell'arte e della formazione. “Con questo disegno di legge – dicono Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi - verificheremo l'onestà e la coerenza di quella parte del mondo politico che rifiuta i Pacs, i matrimoni omosessuali neanche a parlarne, ma che a parole riconosce che devono essere eliminate alcune discriminazioni e istituiti nuovi diritti”. “Con questa legge regionale riconosciamo, appunto, una parte di quei diritti”.
Stesso tenore per Renato Sabbadini , responsabile esteri di Arcigay: “Questo progetto tocca la realtà quotidiana e ambiti, come quello lavorativo e sanitario, dove piu' di frequente si esercita la discriminazione”. “E' un passo avanti perché la diversità - aggiunge Carla Turolla, coordinatrice nazionale dell'Arcitrans - diventi normalità di vita. E in questo un progetto di legge vale più di mille dichiarazioni pubbliche”.
La Regione non potrebbe fare di più, evidentemente. Le competenze in materia di diritto di Pacs sono infatti nazionali e questa legge, pur andando in quella direzione deve fermarsi al confine delle materie locali ma “la prossima battaglia sarà sullo Statuto – annuncia Saponaro – perché anche nella carta fondamentale della Lombardia i diritti dovranno essere universali e aggiornati alle nuove generazioni di rivendicazioni che provengono da una società profondamente mutata”.