Data: 4 febbraio 2006
Dal 2001 siedo in Consiglio Comunale all'opposizione, ma sono sempre stato seduto
Da Ecoappunti, - 4 febbraio 2006
Da “consigliere fuoriluogo”, mi sono indignato e messo di traverso quando era necessario, ho fatto circolare notizie, informazioni, dati e documenti per rendere più trasparente Palazzo Marino.
Ho sostenuto chi si opponeva alle ruspe per abbattere gli alberi, le mamme esasperate dalle bronchiti e dalle allergie dei bimbi che crescono nello smog, i ciclisti che offrono idee e soluzioni agli amministratori sordi e distratti, gli esclusi senza ragione dalle graduatorie per l'accesso all'asilo nido, il disabile che vedeva negati i propri diritti. Ho ascoltato tutti, chiedendo in cambio attenzione e solidarietà per le vertenze che riguardavano non solo il proprio problema, creando così reti di persone che lavorassero insieme.
Questo aspetto del lavoro in Consiglio comunale è stato assolutamente il più significativo. Infatti le leggi, la loro interpretazione arrogante fornita dalla Giunta Albertini e il conferimento dei poteri commissariali al Sindaco in materia di traffico hanno sminuito in larga parte il significato della partecipazione istituzionale. I grandi progetti urbanistici, dalla Fiera a Montecity, sono passati in aula attraverso la formula della ratifica dell'accordo di programma. Vale a dire senza la possibilità di proporre emendamenti, e quindi di esercitare, anche in una logica di contrattazione con la maggioranza, il potere di interdizione dell'opposizione. Anche il prossimo Regolamento Edilizio non sarà più approvato in Consiglio ma direttamente in Giunta, in seguito alla modifica della Legge Regionale sull'urbanistica. Le mozioni votate in Aula sono state tranquillamente disattese dalla Giunta Albertini, quando non erano proposte dalla maggioranza.
I grandi dibattiti sul destino delle aziende di proprietà pubblica, dalla Aem alla Sea, dall'Atm alla Mm, sono rimasti schiacciati sugli aspetti giuridico-finanziari, tralasciando completamente il merito delle questioni: quali servizi offrire ai cittadini e come rendere le aziende più efficienti, non più competitive per gli speculatori e i finanzieri d'assalto.
Il Piano Urbano dei Parcheggi, il Piano Triennale del Traffico, i grandi documenti che dovrebbero indirizzare l'attività di una amministrazione sui temi della mobilità, sono stati tutti redatti e approvati direttamente dal Sindaco, e quando l'Aula si è espressa anche in modo clamorosamente difforme (una mozione dell'opposizione a prima firma dei Verdi che chiedeva il ripristino della chiusura del centro fino ai Bastioni è stata approvata in questo mandato), il Sindaco ne ha fatto letteralmente carta straccia.
Siamo riusciti però a strappare dei risultati positivi quando l'Aula è stata chiamata ad assumere decisioni vere: per esempio sul Regolamento per la tutela degli animali in città e sulla conferma del diritto per i ciclisti di posteggiare le bici nei cortili.
Il resto, che è moltissimo, è nelle cronache delle centinaia di battaglie sostenute in città per ottenere una politica di riduzione dell'inquinamento, per tutelare meglio i parchi e i giardini della città, per un regolamento sulla installazione delle antenne e sul contrasto all'elettrosmog, per una revisione drastica del piano parcheggi, per realizzare una città a misura di ciclista e di pedone.
Perché queste battaglie si trasformino in atti di governo della città abbiamo una sola strada da percorrere: vincere le prossime elezioni comunali del 28 maggio con Bruno Ferrante e ottenere un significativo risultato per i Verdi per triplicare la nostra presenza a Palazzo Marino.