Data: 4 dicembre 2005
Tangenziale Est Esterna - Il Presidente Penati ha cambiato idea?
Da Ecoappunti, - 4 dicembre 2005
“Siamo per una riconsiderazione della viabilità nell'Est Milano a partire dal progetto di mobilità sostenibile predisposto e approvato dalla Associazione dei Comuni dell'Est e del Sud Est milanese”
Così sta scritto nel programma elettorale firmato dall'allora candidato-presidente alla Provincia di Milano Filippo Penati. Documento sottoscritto da tutti i partiti della coalizione. E con questi impegni abbiamo vinto le elezioni. Noi Verdi siamo rimasti a quelle promesse.
Purtroppo nell'anno e mezzo di amministrazione provinciale questo punto non è stato ancora attuato. O meglio: nel febbraio di quest'anno la Giunta provinciale ha approvato la delibera dell'assessore verde al territorio Pietro Mezzi con la quale dava parere negativo al progetto preliminare della Tangenziale Est Esterna. Nel deliberato di tale parere, molto articolato e ben motivato, la Provincia di Milano si candidava anche a produrre un progetto alternativa all'asse autostradale “accompagnato da un disegno di riorganizzazione e sviluppo del trasporto pubblico”, confermando anche in quella sede il contenuto del programma elettorale.
Ad oggi però non solo non è stato prodotta tale soluzione alternativa, ma in seno all'Unione cominciano ad emergere opinioni in netto contrasto con l'impegno programmatico.
Per contro, sul fronte delle infrastrutture per la mobilità, l'Amministrazione provinciale non è stata certo immobile. Dopo aver promosso, formalmente per pure ragioni tecniche, la ricapitalizzazione della società Tem (Tangenziali esterne milano spa), la presidenza ha proceduto all'acquisizione della maggioranza assoluta nella Serravalle, ottenendo in seguito il benestare del Consiglio.
E ancora dall'assemblea ha avuto l'ok per creare Asam, la holding che raggrupperà tutte le partecipazioni in campo infrastrutturale.
Fin qui tutte operazioni di alta finanza che come Verdi abbiamo responsabilmente condiviso, dopo un ampio dibattito. Bene. Ma per fare cosa?
Questa la domanda che da mesi poniamo con forza e insistenza alla presidenza ed agli alleati in maggioranza. Ma risposte soddisfacenti non ne sono ancora arrivate. E sulla partita legata al progetto di Tangenziale Est Esterna, risposte soddisfacenti non sono attese solo da noi Verdi, ma anche dai trentacinque sindaci che da alcuni anni hanno avanzato serie proposte alternative per risolvere i grandi problemi di congestione dei loro territori.
Per ora il Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica) pare ben lontano dall'aver individuato le risorse economiche necessarie per realizzare la tangenziale esterna, ma questa non è una buona ragione per lasciare in piedi un progetto sbagliato, senza nulla fare per mettere in campo le soluzioni alternative necessarie.
L'assessore regionale al territorio Alessandro Moneta si dice disponibile a piccoli ritocchi del tracciato. Questa proposta non interessa a noi, non interessa ai cittadini e ai sindaci dell'Est-Milano e crediamo non possa interessare neppure all'assessore provinciale ai trasporti e alla mobilità Paolo Matteucci.
Se l' Amministrazione Penati vuole continuare a godere del consenso fin qui conservato deve rapidamente produrre un progetto alternativo all'autostrada, che sia credibile tecnicamente e finanziariamente (per esempio non crediamo sia uno scandalo ipotizzare pedaggi automatizzati su nuovi o riqualificati tratti di viabilità ordinaria a grande scorrimento). Nuove risorse finanziarie potrebbero essere anche acquisite vendendo le quote di proprietà provinciale in Autostrade Lombarde spa: al di là del giudizio sull'utilità e sulla reale fattibilità della Brebemi, si può tranquillamente convenire che il collegamento diretto con Brescia non rappresenta per Milano una necessità strategica. Quindi la Provincia dovrebbe anche promuovere il cambio dello scopo sociale di Tem, di cui di fatto detiene la maggioranza azionaria, oggi società “proponente” della Tangenziale Est Esterna.
I Verdi della provincia di Milano intendono rispettare le promesse elettorali senza ambiguità, e da subito intendono promuovere iniziative pubbliche per ribadirlo.
Se altri hanno cambiato idea lo dicano chiaramente, a noi, e soprattutto agli elettori.