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Data: 4 dicembre 2005

Proposta di legge - Liberiamo i buskers in Lombardia

Da Ecoappunti, - 4 dicembre 2005

Cremona si fregia del titolo di “Città amica degli artisti di strada”. Milano, invece, mette in cantiere un regolamento comunale che di fatto impedirà di lavorare a chi potrebbe allietare le nostre giornate passate in mezzo alle perenni polveri sottili
Come si spiega questa differenza radicale sotto lo stesso cielo di Lombardia?
È presto detto. Il mondo colorato, divertito e divertente, composto di clown, saltimbanchi, musicisti, burattinai, cantastorie, madonnari, funamboli, giocolieri, mimi, cantanti, statue viventi, attori e chi più ne ha più ne metta è spesso stato considerato con un certo sospetto: addirittura fino al 2001 la sua regolamentazione era affidata al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, risalente al 1931.
Dal 2001 ad oggi è stato un proliferare di regolamenti comunali più o meno rigidi, che obbligano gli artisti di strada a rivolgersi ad una girandola di uffici per richiedere i permessi con giorni di anticipo oppure a sperare nel buon cuore del vigile di turno. Il risultato di questa regolamentazione schizofrenica ce l'hanno spiegato gli stessi artisti riuniti in conferenza stampa sotto il tendone della Piccola Scuola di Circo di Milano (Bastioni di Porta Volta 6, www.piccolascuoladicirco.it):un artista di strada, per sua essenza girovago e legato al tempo atmosferico per potersi esibire, non può prevedere se, come e quando potrà scendere nelle strade e nelle piazze.
Per proporre regole comuni su tutto il territorio della Lombardia i consiglieri regionali dei Verdi Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi hanno proposto di ridurre al minimo le regole.
Si è sentito parlare di devolution per l'arte di strada. In realtà il progetto di legge n 101, presentato il mese di ottobre e ora al vaglio delle commissioni “non è - dice Saponaro - una semplice legge di promozione dell'arte e della cultura, ma è una proposta che mira, in un momento di drastici tagli alla cultura, a liberare gli artisti dalla burocrazia, ad aiutarli con finanziamenti mirati e mettendo loro a disposizione un bene intangibile ma fondamentale: lo spazio pubblico, la strada”.
Il progetto di legge chiede innanzitutto che si faccia largo al “libero artista in libera strada”. Mantenendo ferme semplici norme di civile convivenza (rispettare la quiete pubblica e gli arredi e proprietà pubbliche, garantire la circolazione stradale e pedonale e i pubblici accessi), è possibile rendere libera e praticabile in ogni momento l'attività di artista di strada.
Attività a cui la Regione, nelle intenzioni del gruppo verde riconoscerà “un ruolo di valorizzazione culturale e turistica, di incontro creativo tra le persone, di ricerca e sperimentazione di linguaggi, di scambio di proposte con vari profili culturali, di confronto di esperienze innovative, di affermazione di nuovi talenti, di rappresentazione di attività di elevato valore artistico, di servizio culturale per un pubblico di ogni classe sociale, età e provenienza geografica”.
Insomma l'arte di strada è un'arte a tutti gli effetti e merita non solo di essere liberalizzata, ma anche sostenuta. I recenti e drastici tagli al Fus, il Fondo unico dello spettacolo, non toccano nemmeno i nostri amici saltimbanchi, che sono esclusi dalla ripartizione del fondo. Ecco perché il progetto di legge propone di istituire dei premi che favoriscano la crescita del settore, a vantaggio sia degli artisti che degli spettatori.
Cinque premi verranno destinati agli artisti che si siano distinti per talento e capacità, mentre altri cinque premi andranno a cinque comuni lombardi che abbiano promosso e sostenuto espressioni artistiche di strada.