Data: 4 dicembre 2005
Palazzo Isimbardi - Lo stato critico dell'ambiente
Da Ecoappunti, - 4 dicembre 2005
Com'è la situazione di una delle province più popolose d'Italia? A fare il check up sullo stato di salute ci ha pensato un rapporto della Provincia di Milano curato da Walter Ganapini , ex presidente dell 'Agenzia nazionale di protezione ambientale e membro dell'Agenzia europea dell'ambiente
I dati non sono molto confortanti. Il tasso di urbanizzazione è pari al 37,7 per cento del territorio complessivo contro il 37,1 per cento del 2003, quindi crescono mattone e cemento, mentre aumentano in modo preoccupante i siti contaminati rilevati: 1.228 contro i 593 del 2003.
“Il tema della limitazione del consumo del territorio - ha spiegato l'assessore al territorio di Palazzo Isimbardi Pietro Mezzi - deve essere centrale nel Piano territoriale della Provincia”. Secondo Mezzi bisogna applicare “interventi sull'urbanizzato, studiandone il riutilizzo” per evitare che “la situazione diventi ancora più precaria”.
Quanto ancora al rapporto, emerge che la dotazione di verde urbano per abitante è di 13,23 metri quadrati mentre il 36,23 per cento del territorio della provincia è riservato alle aree protette.
Il rapporto biennale fotografa la situazione sulla base di alcuni indicatori essenziali riferiti principalmente alle tematiche legate a territorio, aria, clima, acqua, energia, rifiuti, mobilità.
Si rileva anche che sono 56 in provincia i depuratori in attività con 170 comuni allacciati alla rete fognaria (stesso valore del 2005) e che le zone dove il livello di inquinamento della falda sotterranea si manifesta maggiormente sono Milano, Pero, Rho, Bollate e Arese.
La rete di teleriscaldamento, che è quella prodotta dai termovalorizzatori che generano e veicolano calore bruciando i rifiuti, è estesa su 93 chilometri (come due anni fa) e il 14 per cento dell'energia elettrica consumata è prodotta da fonti rinnovabili (come nel 2003).
La relazione sullo stato dell'ambiente ha analizzato anche la rete delle piste ciclabili, che si estende per 1.135 chilometri , e la raccolta differenziata: la media dei Comuni su quest'ultimo versante si attesta al 41,58 per cento contro una media nazionale del 21,5 per cento e l'obbiettivo del Decreto Ronchi che fissava la soglia minima a 35.
La percentuale, però, cresce fino a 48,67 se si esclude dal calcolo Milano.