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Data: 4 febbraio 2008

Aria inquinata - Lombardia area critica

Da , - 4 febbraio 2008

Con l'arrivo dell'inverno si ripresenta quella che non si può chiamare più “emergenza aria” e ricomincia il balletto degli annunci di provvedimenti antitraffico e antismog
Nel 2005 vi è però stato un fatto nuovo: l'Unione Europea ha definito, tramite le direttive 96/62/Ce e 2000/69/Ce, recepite dal decreto ministeriale 60/02, i valori limite di qualità dell'aria che prevede per il parametro Pm10 di conseguire il limite di 40mg/mc, come concentrazione media annuale, e il limite di 50mg/mc, come media giornaliera, da non superare più di 35 volte l'anno. Ebbene in tutta la Lombardia le centraline di monitoraggio - una rete che tra le più adeguate ed efficienti del nostro paese - hanno rilevato il superamento notevole di questi valori. Con questo concetto specifichiamo che i limiti per il Pm10 sono stati superati anche di 3/4 volte, andando in tutti i capoluoghi lombardi al di sopra dei 100 giorni di superamento dei 50mg/mc. Come già per l'atrazina nelle acque, c'è chi in Regione vorrebbe aumentare i limiti per aggirare il problema.
Ebbene anche se i valori giornalieri per il Pm10 fossero spostati da 50 a 75 mg/mc la Lombardia sarebbe ancora fuorilegge. E' utile ricordare che la Pianura Padana sono è una delle cinque zone più inquinate della Terra per gli ossidi di azoto, come testimoniano anche le fotografia satellitare dell'Esa (Agenzia spaziale europea).
La drammatica situazione della qualità dell'aria, ormai sotto gli occhi di tutti, ha messo in movimento un po' tutto il mondo istituzionale. In particolar modo le città capoluogo del Sud e dell'Est della Lombardia - Pavia, Lodi, Cremona, Mantova e Brescia - che hanno scritto alla Regione Lombardia per essere inserite in un'unica area critica, che sostituirebbe quelle esistenti: Milano-Como-Asse del Sempione, Bergamo e Brescia.
Su questa situazione i Verdi, assieme a tutti i partiti dell'Unione, hanno presentato in Consiglio Regionale una mozione che può essere il punto di svolta sul risanamento dell'aria che respiriamo, il documento richiede infatti di dichiarare l'intera Lombardia area critica per la qualità dell'aria. La conseguenza dovrà essere quindi l'avvio di interventi di limitazione del traffico, causa principale dell'inquinamento da Pm10, in contemporanea e su tutto il territorio regionale rendendo quindi gli strumenti delle targhe alterne e dei blocchi del traffico più efficaci nella lotta allo smog.
La mozione propone anche un secondo provvedimento da parte della giunta per attivare in modo immediato e coordinato con le altre regioni della Pianura Padana - Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna - gli interventi per fronteggiare gli episodi acuti di inquinamento. Questo per quanto riguarda gli interventi di emergenza. Rimane aperto tutto il discorso riferito alla deliberazione di Giunta Regionale della Lombardia del 4 agosto, n° VIII/580 - “Misure strutturali per la qualità dell'aria in Lombardia” - che prevede il superamento del problema smog in 5 anni tramite interventi che però costano 550 milioni di euro. Un piano aria condivisibile solo se accompagnato dalla volontà politica della Giunta Formigoni di reperire le risorse necessarie; altrimenti saremo alla solita politica delle promesse e degli annunci, e ai piani fatti solo di carta e inchiostro.