di Paolo Lozza
Dopo le notizie stampa di fine luglio, facciamo un po' il punto sulle infrastrutture viarie. I tre progetti più discussi: collegamento diretto Brescia-Milano (Brebemi), Pedemontana e Tangenziale Est Esterna, anche se nati e sviluppatisi in tempi
e modi diversi, sono tutti confluiti nella medesima procedura
della famigerata “legge-obiettivo”, normativa di invenzione berlusconiana
per facilitare l'iter approvativo delle opere pubbliche, a scapito della valutazione ambientale e a scapito del parere degli enti locali
Le tre opere sono nella fase di progetto preliminare, e sono state sottoposte al Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica) nella scorsa primavera. Il presidente Formigoni si è speso molto affinché il Cipe si decidesse a dare il via libera , e nella seduta dello scorso 29 luglio l'approvazione per le tre opere è arrivata, ma solo per la parte tecnica; il comitato interministeriale infatti, incapace di individuare le risorse economiche, viste le ristrettezze nazionali, ha rinviato l'approvazione dei relativi piani finanziari.
Da notare che, mentre il testo della delibera Cipe relativa a Brebemi è noto, le delibere relative a Pedemontana e Tangenziale Est Esterna, al momento in cui scrivo, non sono ancora disponibili: pare che i tecnici del ministero le stiano ancora scrivendo.
Brebemi
Sono cinquanta chilometri da Castrezzato (Bs) a Melzo (Mi) più altri cinquanta di opere connesse (collegamenti ai caselli, bretelle, tangenziali, varianti, adeguamenti, ecc.) E' l'autostrada più desiderata dal centrodestra (e non solo...). I promotori, soprattutto bresciani, dicevano che sarebbe costata 500 milioni di euro. Il progetto preliminare del 2003, sulla base del quale è stata aggiudicata l'asta per la costruzione e la gestione dell'opera, è arrivato a 866, investiti dai privati, che li avrebbero recuperati attraverso la riscossione dei pedaggi in 19 anni, durata della concessione. Invece i costi sono lievitati, ad oggi, a 1.580 milioni (3.000 miliardi di lire!), e così Brebemi Spa, che ha vinto la gara, da mesi chiede di aumentare i pedaggi previsti e di raddoppiare la durata della concessione. Il governo - dopo la diffida promossa dalla senatrice verde Anna Donati e sottoscritta da diversi parlamentari del centrosinistra (Ds compresi) - non ha avuto il coraggio di approvare un piano finanziario che avrebbe stravolto i termini della gara. In questo modo la delibera Cipe , oltre all'approvazione tecnica, si limita ad indicare le “linee guida” per risolvere il problema degli extra-costi intervenuti. Restiamo in attesa del seguito.
Pedemontana
Sessantasette chilometri per unire Malpensa (Va) a Dalmine (Bg) senza passare da Milano, cui se ne aggiungono una ventina relativi alle tangenziali di Varese e Como. Il progetto attuale prese corpo nel 1999. Nel 2001 il piano straordinario delle infrastrutture regionali prevedeva un costo di 2.220 miliardi di lire; solo due anni dopo, il primo progetto preliminare indicava un costo di 3.681 milioni di euro (7.127 miliardi di lire). Il preliminare approvato in luglio dal Cipe sfiora i 4.500. I costi unitari della Pedemontana sono stratosferici (circa 52 milioni di euro al chilometro ovvero 100 miliardi di lire); questo perché il tracciato autostradale, attraversando un territorio in gran parte saturo di insediamenti, impone opere strutturali speciali e opere di “inserimento ambientale” costosissime. Dove si troveranno 9.000 miliardi di lire, in pratica una mezza manovra di bilancio statale? Nessuno lo sa. Quando (e “se”) il Cipe emanerà il testo della delibera del 29 luglio, ne sapremo forse di più.
Tangenziale Est Esterna
Dopo che, lo scorso 16 febbraio, la giunta regionale lombarda approvò l'opera nonostante il parere contrario di tutti gli enti locali (Province di Milano e Lodi , Comuni), ora è arrivata l'approvazione del Cipe, anche in questo caso per la sola parte tecnica.
La Tangenziale Est Esterna sarebbe un nastro d'asfalto di quaranta chilometri - più una ventina di rami di svincolo e più una decina di altre strade connesse, con tre corsie per senso di marcia - che collega l'Autostrada del Sole (Melegnano) con la Milano-Venezia (Caponago) e che, nelle dichiarazioni dei promotori, dovrebbe scaricare dal traffico l'attuale Tangenziale Est di Milano. Peccato che il novanta per cento degli utenti che oggi la intasano si sposti all'interno dell'hinterland milanese; utenti che, al posto di una nuova autostrada, necessiterebbero di un miglioramento della viabilità locale, oltre che di un potenziamento dei mezzi pubblici.
A fronte di una stima iniziale dei costi di 700 - 1.000 milioni di euro, l'attuale progetto preliminare indica un costo di 1.459; così, anche in questo caso, un forte intervento pubblico a fondo perduto diventa indispensabile, in barba al tanto decantato project financing che dovrebbe risolvere tutti i problemi della scalcagnata finanza pubblica.