Fino all'implosione del Consiglio regionale nel 1992 avevamo conosciuto Fiorella Ghilardotti come una solida indipendente del Pds proveniente da una intensa esperienza nella Cisl. Lì prese corpo, nei partiti popolari, la volontà di una svolta nel rapporto tra politica, società e territorio, andando oltre l'assalto alla greppia pubblica.
Fiorella fu scelta come riferimento comune per guidare la nuova stagione e la volontà era così determinata da resistere agli ultimi convulsi tentativi di fare saltare tutto. Abbiamo così apprezzato la forza tranquilla di questa straordinaria signora cremonese così disponibile verso la nostra esuberanza, insieme abbiamo potuto tradurre in pratica amministrativa quell'etica della responsabilità che sosteneva la nostra esperienza ecologista.
Una nuova e sostenibile politica dei rifiuti, il controllo delle caldaie, l'incremento del trasporto pubblico su rotaia, la collocazione del polo esterno della Fiera sull'area da bonificare dell'ex raffineria di Rho-Pero invece che in pieno Parco Agricolo Sud, sono alcune delle scelte di svolta operate dalla giunta rosa-verde capaci di aprire una prospettiva di innovazione qualitativa.
Le miopie nazionali impedirono a Fiorella di proseguire la sua esperienza che aveva dato vita, con le energie migliori dei partiti storici e con l'esperienza ecologista, ad un Ulivo-Unione ante litteram, ma quella breve esperienza è stata per noi decisiva e per tutti coloro che l'hanno vissuta resta una memoria viva di ciò che può essere la politica pubblica quando è capace di riferirsi ad interessi generali. Insieme a Fiorella abbiamo potuto apprezzare come tutto ciò possa sviluppare degli intensi e indelebili rapporti umani, un'altro frutto di una buona politica che conserveremo per sempre.
Carlo e Fiorello