Marcello Saponaro e Simona Capogna
“La più vasta sperimentazione di coesistenza tra colture transgeniche e colture tradizionali in Lombardia”: così i giornali hanno definito la ricerca del Cedab
i cui risultati saranno pronti a metà novembre. L'obiettivo è di dimostrare
che pochi metri tra un campo e l'altro possono essere sufficienti
Riuscirà l'esperimento? Il termine “coesistenza” nega che un tipo di coltura possa prevaricarne un'altra e che il polline geneticamente modificato possa contaminare i campi vicini. Utilizzando mais convenzionale con granella di diverso colore, l'indagine mira a dimostrare che il 70, 80, 90% del polline non raggiunge la coltura vicinale pur mantenendo una distanza minima. E, quindi, basterebbero poche decine di metri per rispettare la soglia dello 0,9% di inquinamento “ammesso” dalla legislazione europea. Alcuni giornali, subito dopo la presentazione della ricerca del Cedab, hanno riportato: “Ad ogni modo a 36 metri di distanza tutte le pannocchie bianche hanno una percentuale di chicchi gialli inferiore allo 0,9%. Questa percentuale è quella imposta dalla Ue per il transgenico”.
Ma tale ragionamento non è veritiero. La legislazione europea parla infatti di una soglia di tolleranza dello 0.9% per etichettare i prodotti finiti, mentre non stabilisce alcuna soglia per le sementi. Se le brioches, la farina e i biscotti che acquistiamo al supermercato contengono ogm in quantità maggiore dello 0.9% c'è l'obbligo di indicarlo al consumatore, in caso contrario questo obbligo decade. Al contrario, un sacco di mais indicato come “ogm free” non può essere contaminato da materiale transgenico. E su questo non esiste nessuna tolleranza. La soglia è Zero.
Ma chi è il Cedab? Il “Centro documentazione agrobiotecnologie” è nato circa tre anni fa presso TT&A, un'agenzia di pubbliche relazioni tra i cui clienti vi sono aziende che brevettano, producono e vendono ogm. Attualmente è finanziato da CropLife, una lobby internazionale che rappresenta le principali aziende del biotech. Crediamo che l'impegno di Cedab miri a fare della Lombardia una sorta di “Cavallo di Troia” per aprire il mercato italiano ed europeo alle sementi transgeniche. Riusciranno le lobbies a indirizzare la regolamentazione lombarda? Riuscirà la Regione a normare la “coesistenza”, che prevede anche l'opzione regionale “ogm free”, nell'interesse dei consumatori e della filiera agricola lombarda, seguendo il principio di precauzione? I prossimi mesi saranno cruciali e i Verdi saranno al fianco dei consumatori e degli agricoltori.