di G.V.
E' ancora sotto sequestro preventivo la centrale elettrica di Voghera Energia a Torremenapace, nel pavese. Il provvedimento cautelativooè stato eseguito dalla guardia di finanza il 3 agosto scorso su ordine della procura della Repubblica di Voghera. Sei persone sono indagate “non aver osservato le prescrizioni dell'autorizzazione ministeriale”'. Secondo l'ipotesi formulata dagli investigatori non sarebbe stato portato a termine il monitoraggio ambientale preventivo, che il ministero per le attività produttive aveva imposto autorizzando la costruzione dell'impianto.
In particolare non si è proceduto all'analisi costante dei dati relativi alla sostanze inquinanti presenti in atmosfera 12 mesi prima dell'inizio della produzione di energia elettrica.
Verdi, agricoltori e ambientalisti si erano duramente opposti alla costruzione dell'impianto. “Non abbiamo mai condiviso la metodologia seguita per portare avanti il progetto della centrale di Torremenapace – dice Annamaria Zuffi di Legambiente. Eravamo fortemente contrari al fatto che, di punto in bianco, sorgesse sul nostro territorio una grande centrale elettrica”.
Le ragioni della protesta non erano tanto contro le centrali in sé quanto contro il numero spropositato di impianti previsti nel pavese: quella di Sannazzaro, di 1200 megawatt, già finita. Quella di Casei Gerola, da 800 megawatt, che fortunatamente non sarà realizzata e quella, ancora sotto sequestro, sorta a Voghera da 400 megawatt. Italia Nostra, Legambiente e le tre organizzazioni agricole, Coldiretti, Unione agricoltori e Cia contro la centrale di Voghera presentarono un ricorso al Tar che fu accolto, ma in seguito annullato dal Consiglio di Stato. La centrale, alimentata a gas metano, è costata 210 milioni di euro.