di Tazio Borges
L'assessorato all'ambiente della Provincia di Milano ha elaborato linee guida per ridurre il fabbisogno di calore, il consumo di acqua, e favorire la produzione di energia elettrica da fonti locali e rinnovabili per le nuove costruzioni
Molti ricorderanno i trascorsi inverni passati a discutere sull'inquinamento nelle città, sul blocco del traffico, se e come ridurre il riscaldamento, come aumentare i mezzi pubblici, sperando comunque in po' di pioggia e vento per ripulire l'aria.
Allora dicevamo che non bastavano i provvedimenti di emergenza, come targhe alterne e blocco del traffico, ma che occorreva una visione strategica, che occorreva realizzare politiche che portassero alla riduzione alla radice dei consumi di energia, promuovendo anche le fonti rinnovabili, riducendo così strutturalmente l'inquinamento dell'aria.
La proposta era, ed è, quella di ridurre il fabbisogno di energia soprattutto nelle città, dove gli utilizzi massicci di energia provocano situazioni ambientali insostenibili. Un importante tassello strategico è rappresentato dalla revisione dei regolamenti edilizi comunali per ridurre drasticamente i consumi, consentendo anche forti risparmi per le famiglie.
Su questa strada si è mossa la Provincia di Milano. Forte di una legge di iniziativa consiliare, la n° 39 del 2004, tenacemente sostenuta dai Verdi, l'assessorato all'ambiente ha promosso un confronto tra i comuni della provincia, gli operatori del settore edilizio, associazioni dei consumatori, associazioni ambientaliste. Per sei mesi si è riunito il “Tavolo Energia & Ambiente” e con il supporto del Politecnico di Milano sono state redatte le linee guida contenenti una serie di norme votate a dimezzare i consumi per il riscaldamento degli edifici.
I regolamenti prevedono che le nuove edificazioni e le ristrutturazioni abbiano dispersioni di calore attraverso le pareti dimezzate rispetto alla normativa vigente. Almeno la metà dell'acqua calda sanitaria dovrà essere obbligatoriamente prodotta con collettori solari e le caldaie a gas devono essere del tipo a condensazione, accoppiate preferibilmente a sistemi di riscaldamento a bassa temperatura. Nelle case poi, dovranno essere opportunamente regolati i flussi di acqua e l'acqua piovana deve essere recuperata per irrigare orti e giardini.
Nella provincia di Milano , il “tasso di ricambio degli edifici”, tra nuove costruzioni e ristrutturazioni è intorno al 2-3% all'anno. In Lombardia il consumo medio annuo per riscaldare una casa è di 183 kWh per metro quadrato e la normativa vigente consente ancora di costruire case che consumano fino a 120 kWh per metro quadrato. Ogni anno in Lombardia vengono realizzati 37.000 nuovi alloggi e la spesa per riscaldare un appartamento di 100 m2 , supera ormai abbondantemente i 1.200 Euro all'anno, oneri fissi esclusi.
Ci vorrà almeno un decennio per sentire sull'ambiente l'effetto dei benefici di quanto è stato fatto, ma l'importante è avere cominciato a diffondere una nuova cultura su un argomento, quello dell'uso efficiente dell'energia, che diverrà sempre più critico e importante per il nostro vivere quotidiano.
Se il regolamento edilizio elaborato verrà adottato da tutti i Comuni della provincia di Milano , ogni anno si ridurranno i consumi, solo per i nuovi edifici, di circa 7 milioni di m3 di gas e 6 milioni di kWh di energia elettrica con un risparmio per le famiglie di 5.000.000 di euro per il primo anno, 10 milioni per il secondo e così via. Se tale regolamento venisse adottato da tutti i Comuni lombardi, il risparmio globale iniziale sfiorerebbe i 15 milioni di euro cumulabili anno dopo anno.
Tutto questo con sovra-costi, conti alla mano e riconosciuti anche dai costruttori edili, non superiori al 2%, che si ripagano in meno di sei anni, con un risparmio sulle bollette che supera il 30% all'anno. E' come mettere i propri risparmi in banca e avere un interesse del 9% all'anno. Quale altro investimento rende di più?