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Data: 10 dicembre 2007

Aria sporca dei nostri polmoni - Il decennale smog di Formigoni

di M.V.
Bocciata la politica del governatore. Verdi disponibili a sostenere il piano strutturale se sarà capace di individuare obiettivi e finanziamenti
Per i milanesi e i lombardi la politica antismog di Formigoni “è troppo blanda e poco efficace”. Lo sostiene il 78,9% del campione di cittadini intervistati da Databank nell'ambito di un sondaggio realizzato per conto del Gruppo dei Verdi al Consiglio regionale della Lombardia. Il campione, intervistato tra il 5 e l'11 settembre, era composto da 600 cittadini rappresentativi della popolazione lombarda.
Bocciata, quindi, la politica del presidente della giunta Formigoni. Per i Verdi (confortati anche dall'opinione pubblica) gli ultimi dieci anni di scelte della regione guidata dall'esponente forzista-ciellino sono stati in gran parte promesse alle quali spesso non sono seguiti i fatti: dalle auto ecologiche che secondo il governatore sarebbero circolate entro il 2005, ai distributori all'idrogeno, inaugurati e subito dopo smantellati.
Il sondaggio, illustrato dai consiglieri dei Verdi Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro e da Lorenzo Fanoli di Databank, sconfessa anche la politica di gestione dell'emergenza da parte di Formigoni: secondo la ricerca infatti il 41,4% del campione sarebbe completamente favorevole, nel caso di superamento degli inquinanti dei livelli di guardia, a bloccare il traffico anche in un giorno feriale. Un altro 19,5% è favorevole anche se non è disponibile a un blocco negli orari in cui si deve andare a lavorare. Mentre il 16% è favorevole, anche se dubita sulla fattibilità della misura
Anche dal punto di vista della prevenzione i cittadini sembrano essere più avanti della Regione: il 66% degli intervistati definisce utile, e si dice favorevole ad adottarle nei giorni feriali, targhe alterne e blocchi delle auto più vecchie per evitare l'accumulo degli inquinanti.
Questa l'opinione dei cittadini a un problema al quale la Regione, secondo i Verdi, non dà risposte adeguate.
Inadeguatezza che presto potrebbe provocare un ulteriore richiamo da parte dell'Unione europea per il mancato rispetto della Direttiva antismog del 1999 recepita dal nostro Paese dal 2002. Nell'agosto scorso Bruxelles ha inviato una prima lettera a Comune di Milano , Regione Lombardia e Ministero dell'Ambiente, chiedendo conto dei primi vertiginosi superamenti della normativa antismog del capoluogo lombardo.
Dati inconfutabili, contro i quali però si è scagliato il ministro dell'ambiente Matteoli, che ha annunciato a questo proposito contestazioni a Bruxelles. Pronta la replica dei Verdi: “Invece di negare l'evidenza il ministro farebbe bene a convincere il governo a investire sul trasporto pubblico cittadino e sulla mobilità sostenibile. I 300 milioni di euro annunciati dal ministro sono poca cosa rispetto alle stime (almeno 1,4 miliardi di euro) dell'associazione dei comuni italiani (Anci) per cominciare ad affrontare l'emergenza smog nelle città”.
Per quanto riguarda la Regione Lombardia , il Sole che ride ha per il momento sospeso il giudizio sul piano quinquennale da 600 milioni annunciato dal presidente Roberto Formigoni e dall'assessore all' ambiente Domenico Zambetti.

“Contiene buoni spunti su cui si può lavorare – ha detto Monguzzi - e se presto la giunta si sforzerà di indicare obiettivi e finanziamenti certi anno per anno, avrà il nostro pieno sostegno durante la discussione in Consiglio”.
Più negativo il piano invernale della giunta. “Ribadiamo il nostro giudizio negativo: poche tre domeniche a piedi e troppo blando il blocco programmato dei veicoli più inquinanti, uno stop pieno di deroghe che si risolverà nel vietare la circolazione, per tempi minimi, a pochissimi mezzi: di fatto un via libera allo smog e un'istigazione all'acquisto di auto inquinanti e non, invece, di quelle a minor impatto ambientale”.
Le domeniche a piedi, su cui si è consumata una polemica finta e ridicola tra il ministro Matteoli e l'assessore Zambetti, “non risolvono il problema ma sono comunque una giornata a zero emissioni, un sollievo quindi per i polmoni dei cittadini”.