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Data: 10 dicembre 2007

Varese - La rinascita del Sole che ride

di Alessandro Madron
Alberto Minazzi , tra i protagonisti dell'ambientalismo varesino (è coordinatore
di Legambiente provinciale), è tra i promotori della rifondazione dei Verdi.
Tanti i motivi che hanno spinto un gruppo di persone a rilanciare nel mondo amministrativo la questione ambientale.
Il progetto verde a Varese è stato presentato in una serata cui hanno preso parte il consigliere regionale Carlo Monguzzi , Roberto Strada , consigliere comunale a Saronno, Franco Borrello e Marco Odorico , neocoordinatori dei Verdi sul territorio varesino.
Allora Alberto, da cosa nasce il progetto?

“Partiamo dal presupposto che ogni giorno i governi locali e le forze politiche si confrontano con le associazioni ambientaliste, i comitati e i movimenti. Anche nella nostra provincia questi soggetti sono stati capaci di produrre idee, proposte, vertenze che hanno contribuito a salvaguardare e valorizzare il territorio. Il movimento ambientalista ha saputo influenzare anche le politiche locali: dall'attivazione dei processi di "Agenda 21 locale", all'avvio della revisione del piano rifiuti, al consolidamento del ruolo dei parchi regionali e di quelli locali sovracomunali”
E allora che bisogno c'è dei Verdi?

“Ce n'è bisogno perché stenta ad affermarsi, soprattutto tra i partiti che operano nelle amministrazioni locali, la capacità di prefigurare nuove e più moderne prospettive di sviluppo, necessarie per bilanciare il declino dell'industria tradizionale, cui si risponde con l'infrastrutturazione massiccia, lo spreco di suolo, la crescita inarrestabile dei trasporti e dello scambio di merci, riassunti nella univocità del modello Malpensa”.
Quindi nel dibattito politico l'ambiente c'è poco?

“Direi di sì. Il confronto politico tra i partiti, accelerato dall'approssimarsi delle regionali, ci appare carente negli obiettivi capaci di dare agli ambientalisti, pur in presenza di un generale, ma generico, richiamarsi all'ecologia. Prevalgono tatticismi, logiche di schieramento, interessi particolari, che hanno lasciato in secondo piano i temi cruciali per uno sviluppo sostenibile. L'assenza in questi anni dei Verdi ha limitato anche l'influenza del movimento ambientalista privandolo di un interlocutore utile”.
Movimento ambientalista “cinghia di trasmissione” dei Verdi?

“Non proprio. Pur nella diversità dei ruoli e simpatie politiche, riteniamo necessaria la ricostruzione di un riferimento dei "verdi" in provincia di Varese, con il compito di fornire un contributo per una svolta nel governo della Regione”.
E anche per le provinciali, visto che tra un anno siete chiamati a rinnovare l'amministrazione della Provincia di Varese. “Certo. E sul programma proponiamo di seguire esempi sperimentati in altre regioni europee. Puntiamo al miglioramento della rete viaria esistente, alla regolazione del trasporto pubblico attraverso l'unificazione del pagamento con la rete lombarda, e il miglioramento della sincronia degli orari tra i sistemi di trasporto. Vi è poi la necessità di evitare ulteriori cementificazioni, utilizzando le aree dimesse, e la tutela delle aree di pregio paesaggistico: agricole, boschive fluviali e in prossimità dei laghi. Da non dimenticare il supporto alle reti di servizio locali, e gli incentivi alla raccolta differenziata dei rifiuti, oltre che il sostegno all'uso delle fonti d'energia rinnovabili”.