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Data: 10 dicembre 2007

Castiglione delle Stiviere - Diritto al bel paesaggio

Mario Pavesi - Portavoce Verdi provincia di Mantova
Un grande capannone commerciale per florovivaismo nel punto più alto di una collina morenica nel mantovano. E' quanto sta accadendo,in località "Santa Maria",a Est della strada statale per Desenzano.Grazie ai collegamenti viari la struttura "agricola", sarà destinata presumibilmente ad un florovivaio, che avrà indubbi benefici dal flusso turisticoattratto dal Lago diGarda,e dal casello dell'autostrada.
In realtà, di agricolo c'è ben poco. Per esempio, il "coltivatore" possiede solo diecimila metriquadri intorno al capannone, guarda caso tutti in bella vista di fronte alla statale. Di per sé non sarebbe che l'ennesima piccola speculazione cementificatrice ai danni delle colline. Il fatto è, però, che la costruzione sorge in zona tutelata, e proprio nell'ultimo lembo del territorio di Castiglione, dove ancora il panorama era libero da costruzioni. Una vista resa ancora più suggestiva dalla presenza dell'antico convento di Santa Maria : uno tra gli edifici storici di maggior pregio della città, costruito nel '500 su ruderi medievali, a loro volta seguiti ad una villa romana. Si dice che vi si ritirasse in preghiera anche San Luigi Gonzaga (la sua famiglia reggeva il locale principato).
Era proprio necessario costruire proprio lì? Castiglione è forse l'esempio più negativo in tutta la provincia di Mantova di malgoverno urbanistico; perchè sciupare anche l'ultimo paesaggio bello finora salvato? Non bastavano tutti gli altri orribili insediamenti che già esistono? Il diritto d'un privato a costruire un "capannone agricolo" è così sacrosanto da dover sacrificare al cemento anche l'ultimo lembo agreste rimasto sulle colline? E che ne è del "diritto al bello" che appartiene a tutti i cittadini? Chi ci rimborserà la perdita di questo paesaggio, che è anche nostro fin da quando eravamo bambini? Di fronte a questo ennesimo attentato al paesaggio, i Verdi di Mantova e Brescia hanno manifestato sotto gli slogan "Ma perchè propes chè?" ("ma perchè proprio qui", in castiglionese); "Giù le mani dal paesaggio"; Meno cemento, più sentimento", distribuendo volantini agli automobilisti di passaggio. Ed è sintomatico che quasi tutti, nonostante la seccatura dell'arresto forzato, leggendo il volantino abbiano dato ragione all'iniziativa. "Questa costruzione è un vero affronto", è stato il commento generale. Purtroppo, il caso di Santa Maria è solo un caso, seppur eclatante, del disastro che sta sconvolgendo il territorio dei Colli Morenici Gardesani (le colline che "tappano" a sud il Lago di Garda). Il lago è ormai totalmente saturo, e la speculazione da alcuni anni ha preso di mira il territorio circostante, le colline in primo luogo, che pian piano stanno scomparendo sotto una coltre di villette e centri commerciali. E' una colata di cemento apparentemente inarrestabile; cerca di arginarla il Comitato per il Parco dei Colli Morenici, recentemente costituito da ambientalisti di Brescia, Mantova e Verona, tra cui numerosi verdi. L'obiettivo è arrivare ad un Parco Europeo del Garda, che sarebbe il primo del genere.