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Data: 10 dicembre 2007

Coltivazioni biotech - A rischio il decreto Alemanno

di Paolo Fassina - Verdi Ambiente e Società Milano
Il decreto Alemanno sulla coesistenza tra agricoltura biologica, convenzionale e transgenica è ad alto rischio. Dopo la pausa natalizia vi saranno pochi giorni al Senato per la sua conversione in legge. A Palazzo Madama vi è poi il concreto rischio di una sua modifica che imporrebbe un ulteriore passaggio alla Camera, impossibile da ottenere prima della scadenza dello stesso.
Se tutto dovesse procedere regolarmente, rimane comunque aperta l'incognita della capacità di tutte le regioni di approvare le proprie leggi per la fine del 2005, visto che in primavera si vota in quindi su venti. Tra le facoltà attribuite dal governo alle regioni vi è il delicato obbligo di stabilire le zone dove permettere le coltivazioni transgeniche, o se vietarle del tutto.
La lobby probiotech è in piena attività, tuttora. Per questo la “Coalizione Liberi da ogm”, che abbiamo fondato due anni fa insieme a Coop e Coldiretti, è molto preoccupata, oltre che all'opera per migliorare i contenuti del decreto, che sotto i colpi dei ministri di Forza Italia è peggiorato rispetto alla prima stesura. In primo luogo non ci piace che come base giuridica per le violazioni non sia stata usata la legge sementiera, in caso di violazione la norma prevede fino al ritiro della licenza di commercializzazione. Nel caso il decreto fosse approvato così com'è oggi non vi saranno sanzioni penali, ma solo civili e blande, per chi coltiverà senza permesso ogm sul territorio nazionale. Uno degli aspetti peggiorativi, rispetto alla prima stesura, è la non obbligatorietà della polizza assicurativa per le contaminazioni accidentali provocate da chi coltiverà specie transgeniche sul proprio campo. Inoltre non è stata prevista alcuna distanza tra le regioni ogm free, e quelle che, come la Lombardia, hanno già dichiarato che invece daranno il via libera alle produzioni modificate geneticamente. Infine non sono più previsti gli spettori regionali, con poteri di polizia giudiziaria, per verificare il rispetto della legge. Un aspetto importante è che le coltivazioni ogm dovranno essere dichiarate pubblicamente e che fino alla fine del 2005 rimarrà in vigore la moratoria, sempre che il decreto riesca ad essere approvato per la metà di gennaio, altrimenti potrebbe esserci la deregolazione totale.
Coalizione Liberi da Ogm
Coldiretti, Verdi Ambiente e Società (VAS), Coop, ACLI Terra, ACLI, ACU, Adiconsum, Aiab, Altragricoltura, Amab, Arsia-Agenzia Sviluppo Agricolo Toscana, Arusia-Agenzia Sviluppo Agricolo Umbria, Asseme, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, Associazione Pro Natura, Azione Giovani-Alleanza Nazionale, Centro Internazionale Crocevia, CGIL, CNA Alimentare, Confapi, Cocis, Confartigianato-Alimentazione, Confconsumatori, Confesercenti, Consiglio dei Diritti Genetici, Democratici di Sinistra-Area Agricoltura, Focsiv, Fondazione Nuova Italia, Forum Ambientalista, Greenpeace, Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori), Istituto Consumatori e Utenti, Italia Nostra, La Margherita-Dipartimento Agricoltura e Dipartimento Ambiente, Legambiente, Lipu, ManiTese, Regione Abruzzo-Assessorato Agricoltura, Regione Basilicata-Assessorato Agricoltura, Regione Calabria-Assessorato Agricoltura, Regione Campania-Assessorato Agricoltura, Regione Emilia Romagna-Assessorato Agricoltura, Regione Lazio-Assessorato Agricoltura, Regione Marche-Assessorato Agricoltura, Regione Piemonte-Presidenza, Regione Puglia-Assessorato Agricoltura, Regione Siciliana-Presidenza, Regione Toscana-Assessorato Agricoltura, Regione Umbria-Assessorato Agricoltura, Rifondazione Comunista-Area agricoltura, Sinistra Ecologista, Slowfood, Unione Nazionale Consumatori , Verdi-Il Sole che ride, WWF.