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Data: 10 dicembre 2007

Arese - No al centro logistico

di Sergio Clerici e PierLuigi Sostaro
Accanto al polo per la mobilità sostenibile che occuperà un'area di circa 80.000 metri quadri, il piano di reindustrializzazione dell'ex Alfa Romeo di Arese prevede
anche un polo logistico da 400.000 metri quadri, per l'interscambio delle merci,
al servizio di Malpensa e dell'area fieristica Rho-Pero.
Il 5 maggio 2004 un gruppo di cittadini e di organizzazioni politiche, sociali, culturali hanno organizzato la protesta contro il progetto, e hanno fondato l'associazione: “Comitato Popolare contro il Polo Logistico e per la Salvaguardia dell'Ambiente”.
Le ragioni dell'opposizione sono sia di ordine ambientale che sociale: il centro di interscambio merci (polo logistico), aumenterebbe straordinariamente il livello di traffico pesante, nonché, di conseguenza, i già altissimi livelli di inquinamento atmosferico. Esso rappresenterebbe un forte peggioramento della qualità della vita degli abitanti, mettendo in pericolo la salute dei cittadini ed offrendo, ai 550 lavoratori Fiat che dovrebbe assorbire, un'alternativa di lavoro caratterizzata da precariato e bassa qualità.
Nella zona circostante la ex Alfa Romeo , esiste già oggi un' emergenza ambientale, determinata dagli alti livelli di inquinamento atmosferico. Le concentrazione delle micropolveri infatti, quotidianamente fra i più alti di Milano e provincia. I comuni di Arese, Rho, Lainate, Garbagnate, Bollate, Novate e il territorio circostante, si trovano all'interno della cosiddetta “area omogenea” che, con baricentro Milano, comprende tutti le amministrazioni della prima fascia dell'hinterland milanese e che, in condizioni di stabilità atmosferica, si trova costantemente sotto una cappa di aria tossica, principale causa dell'aumento delle patologie respiratorie, di allergie e malattie similari.
Il traffico è già caotico per la presenza dell'autostrada dei Laghi, della Ss del Sempione, della Ss Varesina, della superstrada Rho-Monza e del nascente Polo fieristico Pero-Rho. Nella zona esistono pure altri problemi ambientali: l'elettrosmog con la questione non risolta dell'interramento/spostamento degli elettrodotti Enel; l'inquinamento acustico, specialmente per chi abita nei pressi dell'autostrada dei Laghi; il problema dell'amianto, ancora presente nelle coperture delle villette dei villaggi aresini; l'inesistenza di trasporto pubblico su rotaia con Milano.
Eminenti ricercatori e docenti universitari, come il Prof. Cesare Blasi, ordinario del Politecnico di Milano e progettista dello studio per il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, hanno calcolato, in base alla superficie del progettato polo logistico, e confrontandolo con centri già esistenti (Trieste, Verona, Rovigo, Padova), che il valore medio giornaliero ipotizzabile di traffico è di oltre 1.700 vettori pesanti, e di circa 10.000 vettori leggeri in entrata ed altrettanti in uscita. Nuovo traffico che il sistema della mobilità locale non potrebbe sopportare.
In conclusione pensiamo che il trasporto delle merci debba essere fatto e che gli interporti integrati ferro-gomma debbano esistere, ma non in un'area ad alta densità abitativa come quella circostante l'Alfa Romeo.
Il comitato è apartitico e aperto a tutti coloro che ne condividono le finalità.

no.polologistico@email.it